Criptovalute: libra si sta arenando e facebook si orienta a dare vita a un nuovo eco-sistema di stablecoin

A riferirlo è Reuters, che nella giornata di ieri ha pubblicato un’intervista a David Marcus (attualmente a capo del progetto); secondo quanto si apprende facebook si sarebbe orientata ad abbandonare l’idea di libra per valutare la possibilità di lanciare un eco-sistema di stablecoin legate alle valute fiat dei vari paesi. Già questo basta per farci una grassa risata; quale altra brillante idea avrà facebook dopo di questa? Hey, perché non lanciare un exchange di criptovalute? Perchè non chiamarlo binance? Eh già, perché la nuova idea, si fa per dire, di facebook assomiglia da vicino a quella di binance, emettere una serie di stablecoin per potersi giovare di maggiore elasticità nell’adeguarsi ai differenti quadri normativi dei vari paesi. Torniamo però un attimo a David Marcus il quale ha dichiarato che l’obiettivo di libra sarebbe, il condizionale è d’obbligo, creare un sistema di pagamento più efficiente per i propri utenti; se l’obiettivo fosse stato veramente questo facebook avrebbe potuto limitarsi a integrare le maggiori criptovalute sulle proprie piattaforme, ma chiaramente l’obiettivo non è questo. Conosciamo bene la fame atavica di dati sensibili che caratterizza le creature di Zuckerberg, il motivo per cui stanno tentando di entrare nell’economia blockchain è proprio questo, mettere le mani sui dati finanziari degli utenti; questa è la verità che, chiaramente, nessuno ci dirà mai. Se davvero facebook avesse preso a cuore i problemi di quelle miliardi di persone sparse per il mondo che sono soggetti non bancabili si sarebbe limitata ad integrare bitcoin sulla propria piattaforma, cosa che invece si guarda bene dal fare. Inoltre se facebook crede che basti cambiare la natura del progetto passando da una singola stablecoin a un eco-sistema di stablecoin sta facendo di nuovo i conti senza l’oste; ciò che preoccupa realmente i regolatori internazionali non è il tipo di moneta ma la base utenti di facebook. Il motivo per cui tante altre aziende hanno emesso le loro stablecoin senza vedere una levata di scudi internazionale è che quelli sono progetti di nicchia, per altro finalizzati a compiti specifici (ad esempio offrire ai trader una protezione contro la volatilità delle criptovalute, o alle aziende uno strumento per semplificare i pagamenti transfrontalieri), nel caso di facebook, però, l’unica finalità è mettere le mani sui dati degli utenti e non si tratterebbe più di un progetto di nicchia ma di coinvolgere miliardi di persone in giro per il mondo (almeno due miliardi di persone se aggreghiamo i dati relativi alle diverse piattaforme). In attesa che Mark Zuckerberg testimoni davanti al Comitato dei servizi finanziari della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti il prossimo mercoledì 23 ottobre, quindi, c’è solo una cosa che possiamo e dobbiamo rimarcare ed è che un progetto presentato in pompa magna neanche quattro mesi fa pare essersi già arenato, per non parlare del fatto che prendere anche solo lontanamente in considerazione l’idea di cambiare così drasticamente la direzione scelta dimostra chiaramente che ciò che ci è stato presentato a metà giugno non era altro che un pezzo di carta, che di concreto in mano non avevano nulla altrimenti nessuno mai si sognerebbe di mandare in fumo il lavoro di mesi alle prime difficoltà.