Criptovalute: la presentazione di libra ha dato la stura alle dichiarazioni dei politici, vivevamo meglio prima

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Diciamoci la verità, da quando libra è stata presentata non riusciamo più a stare un giorno tranquilli e non riescono più a passare ventiquattro ore senza doverci ritrovare qui a commentare le affermazioni sconclusionate di qualche politico; dalla Francia agli USA, passando per la Cina e il Regno Unito i politici sulla scena internazionale hanno scoperto di essere dei grandi appassionati di criptovalute e non passa giorno senza che non si sentano in dovere di farci sapere cosa pensano. Dopo le esternazioni di Trump, che però non ci hanno fatto ne caldo ne freddo, è adesso il turno di una nostra vecchia conoscenza, il senatore dem Brad Sherman (passato agli onori delle cronache per aver chiesto che venisse varato un provvedimento che vietasse completamente tutte le criptovalute negli USA) il quale non ha trovato nulla di meglio da dire, probabilmente complice il gran caldo, che:

“Mark Zuckerberg sta inviando una richiesta di amicizia a oligarchi, spacciatori di droga, trafficanti di esseri umani e terroristi”

Il commento alle dichiarazioni del senatore dem non può che essere il solito e cioè che evidentemente quando si parla di oligarchie, narcotraffico e terrorismo il governo USA ci tiene ad avere l’esclusiva; al netto delle frecciatine l’opinione del deputato statunitense è così delirante che non ha nemmeno senso commentarla. Bisogna ammettere però che ci rinfranca constatare che la politica non si è ridotta a comunicazione da bambini delle scuole elementari solo in Italia (di mio proporrei il ban dei politici sui social, ma non riesco a trovare nessuno che appoggi la mia mozione), perché il buon Sherman non ha trovato nulla di meglio da fare che corredare il suo post con un finto screenshot della pagina di Zuckerberg in cui si vede la richiesta di amicizia del CEO verso il noto boss della droga “El Chapo”; e non finisce certo così, perché più in basso nella stessa card sono ritratti altri amici di Zuckerberg, come ad esempio Hamas (che gli Stati Uniti e l’UE designano come un’organizzazione terroristica, il che sarebbe anche opinabile, ma meglio soprassedere), il leader nordcoreano Kim Jong Un, il presidente russo Vladimir Putin e il criminale Jeffrey Epstein. Insomma, nulla di più e nulla di meno di quello che siamo abituati a vedere anche in Italia; al netto dell’intento chiaramente diffamatorio (del resto non sono certo l’avvocato di Zuckerberg) e del livello infimo della comunicazione politica di Sherman, il deputato non ha poi perso l’occasione per coprirsi di ridicolo anche durante l’audizione di qualche giorno fa che riguardava proprio Libra dichiarando che la moneta ha maggior potenziale di mettere in pericolo gli USA degli attacchi dell’11 settembre, proseguendo poi il suo intervento per minacciare espressamente facebook sostenendo che qualora emergesse che libra venisse mai usata per finanziare qualche attacco terroristico non ci sarebbe avvocato al mondo che potrebbe proteggere Zuckerberg dall’ira statunitense. Di nuovo la sola cosa che si potrebbe dire a Sherman è che, evidentemente, quando gli attentati terroristici vengono finanziati in dollari allora la cosa non deve rappresentare una grande preoccupazione per il governo americano.