Criptovalute: Facebook ammette che libra potrebbe non vedere mai la luce

La prima cosa che m’è venuta in mente, dovendo commentare questa notizia, è stata il titolo di una commedia di Shakespeare, “molto rumore per nulla”, mentre subito dopo mi sono reso conto che tra i primi a descrivere la cosa come uno degli scenari plausibili, e scusate se è poco, siamo stati proprio noi di ValuteVirtuali; in un articolo di qualche giorno fa, infatti, scrivevamo appunto che il rischio, visto la piega che stavano prendendo le cose, era che libra finisse col non nascere mai. Ebbene, non ci ha lasciato quindi particolarmente sorpresi (ma divertiti si), il fatto che proprio facebook abbia ammesso che le questioni normative potrebbero rivelarsi insormontabili da risolvere e sancire così la fine di libra quando ancora non è neanche nata. Così come riferito dalla CNBC nella giornata di ieri, quindi, facebook ha reputato necessario ed opportuno avvertire i suoi investitori che non esiste alcuna garanzia relativamente al fatto che si arrivi mai all’effettiva emissione di libra; l’azienda conferma comunque che, nei suoi piani, c’è chiaramente quello di lanciare la moneta nel corso del 2020, ma ammette che esistono vari fattori di rischio che potrebbero mandare il progetto a monte sul nascere. Sempre la CNBC riporta come un portavoce di facebook, nella giornata di ieri, abbia dichiarato pubblicamente che:

“Riuscire a coinvolgere regolatori, responsabili politici ed esperti è fondamentale per il successo di libra; proprio per questo abbiamo voluto condividere i nostri piani in anticipo”

Personalmente ho qualche dubbio su questa dichiarazione, il motivo per cui i piani sono stati presentati con così netto anticipo, e ancora maggiore clamore, era chiaramente la volontà di ricavarne pubblicità e, magari, un aiutino per il titolo facebook sui mercati, non certamente lasciare il tempo ai regolatori di avere quella rapida successione di crisi (prima isteriche e poi di panico) che hanno effettivamente avuto. Indipendentemente, quindi, da quello che si può provare verso questo progetto (che in linea di massima sta calamitando più astio che altro nella comunità), è francamente intollerabile il modo di fare di queste aziende, che, ancora una volta, danno amplia dimostrazione di quanto poco siano affidabili; intanto essendo al corrente del rischio concreto che il progetto resti solo sulla carta lo si sarebbe dovuto dire agli investitori contestualmente alla presentazione del progetto stesso (e non attendere più di un mese per comunicarglielo), in secondo luogo è francamente fastidioso il modo in cui facebook menta spudoratamente tentando di arruffianarsi al contempo i regolatori. Per dirla proprio tutta, quindi, ormai la sensazione, in tutta franchezza, è che abbiamo un po’ tutti sovrastimato questo progetto per l’importanza delle aziende che ha alle spalle, dimenticando che il fatto di poter contare su miliardi di dollari di fatturato non significa necessariamente anche essere capaci a fare le cose.