Criptovalute: dopo i governi adesso a mettere sotto pressione facebook per il lancio di libra scendono in campo le banche

Da mesi ormai siamo costretti ad occuparci di libra, nonostante non abbiamo mai fatto mistero di considerare questo un progetto nato morto, le reazioni internazionali continuano a susseguirsi senza soluzione di continuità obbligandoci a dare copertura a notizie relative a un progetto che sembra ormai chiaramente essersi definitivamente arenato. Dopo le pressioni e le intimidazioni, neanche troppo velate, da parte dei governi di mezzo mondo adesso a mettere sotto pressione facebook è il mondo bancario e lo fa per bocca di Ralph Hamers (amministratore delegato di ING) riportate in data odierna dal Financial Times. A quanto si apprende Hamers ha sostenuto che se facebook dovesse forzare la mano col lancio di libra le banche si potrebbero veder costrette ad esercitare la facoltà di non accettare il cliente, troncando ogni rapporto con l’azienda di Zuckerberg; Hamers ha sostenuto questa necessità affermando che il compito delle banche è proteggere il sistema finanziario e prevenire attività criminali. Il fatto che libra rappresenterebbe sostanzialmente un concorrente delle banche stesse ovviamente non ha nulla a che vedere con tutto questo, chiaramente le banche non sono minimamente interessate a proteggere se stesse, affatto, la loro unica preoccupazione è di difendere il sistema; il fatto che nel “sistema” occupino una posizione di primissimo piano, evidentemente, è secondario. Insomma, Hamers gioca con le parole, anche male a dirla tutta, e sembra voler dare seguito alla strategia iniziata dai governi di mettere sotto pressione facebook intimidendola in maniera neanche troppo velata; per un’azienda come facebook, infatti, essere estromessa dal sistema bancario sarebbe sostanzialmente la fine, di conseguenza ignorare certi “avvisi”, come quello del CEO di ING, potrebbe rivelarsi un vero e proprio suicidio. Non sembrano bastare quindi le rassicurazioni fornite da Zuckerberg che ha promesso di non emettere fisicamente libra fin quando tutte le questioni di carattere legale non saranno state chiarite, è lo stesso Hamers a lasciarlo intendere nel momento in cui ha dichiarato che ING non è disposta a correre alcun rischio, come a dire che qualunque rassicurazione facebook fornisca non sarà mai abbastanza. Arrivati a questo punto la sensazione è che non ci siano, almeno attualmente, gli estremi perché libra possa mai arrivare ad essere fisicamente emessa e la sensazione è che questa situazione non cambierà certo in breve tempo; probabilmente, anzi, da qui a due o tre anni le cose non saranno poi così diverse da come sono oggi, prima di vedere libra sul mercato, quindi, potrebbero essere necessari ancora molti anni, sempre ammesso che questo avvenga cosa che, ad oggi, pare francamente sempre meno probabile.