Dopo il crollo della stablecoin TerraUSD (UST) i legislatori di vari Paesi del mondo si sono subito attivati nell’intento di intervenire sulle leggi in vigore ed arrivare ad una maggior regolamentazione del mercato in grado di offrire agli investitori un più elevato livello di sicurezza.

È ciò che sembra aver deciso di fare il Giappone, con il Parlamento che in questi giorni ha approvato una nuova legge in grado di creare un nuovo quadro normativo con particolare riferimento alle stablecoin, nell’ambito del quale queste vengono definite sostanzialmente quali monete digitali.

Il Parlamento giapponese approva una nuova legge sulle Stablecoin

Stando a quanto riportato in questi giorni da Bloomberg, la Camera alta del Parlamento giapponese ha approvato una legge che inquadra le stablecoin nell’ordinamento giuridico del Paese definendole come denaro digitale.

Si tratta di un disegno di legge che è stato inizialmente elaborato dalla Financial Services Agency (FSA) giapponese, annunciato poi per la prima volta nel mese di dicembre 2021, per poi essere approvato dal Parlamento nel mese di marzo, e solo in questi giorni ha ottenuto l’approvazione della Camera alta durante la sessione plenaria.

La nuova normativa, che entrerà in vigore solo nel 2023, stabilisce che le stablecoin devono essere legate allo yen oppure a un’altra moneta a corso legale, e devono garantire ai possessori il diritto di riscattarle al valore nominale.

Il disegno di legge approvato dal Parlamento giapponese prevede inoltre che le stablecoin possano essere emesse solo da banche autorizzate, agenti di trasferimento di denaro registrati e società fiduciarie, con la FSA che segnala che nei prossimi mesi verranno introdotte normative che disciplinano gli emittenti di stablecoin.

Arriva Progmat Coin, la stablecoin di Mitsubishi UFJ Trust e Banking Corp

Prima che la Camera alta del Parlamento giapponese si pronunciasse sul disegno di legge per la regolamentazione delle stablecoin, Mistupishi UFJ Trust e Banking Corp hanno espresso l’intenzione di emettere una propria stablecoin che si chiamerà Progmat Coin.

La banca con sede a Tokyo ha spiegato che la sua stablecoin sarà completamente supportata da riserve in yen custodite su un conto fiduciario.

La nuova legge approvata in Giappone non affronta invece il tema delle stablecoin garantite da asset esistenti emesse da società estere come Tether o le loro controparti algoritmiche.

Stablecoin crollo di Terra e regolamentazione del mercato

Sappiamo che le stablecoin sono un tipo di criptovaluta il cui valore è solitamente ancorato ad una valuta fiat come il dollaro USA, l’euro o la sterlina, oppure a materie prime come l’oro. Questo sistema è concepito in modo tale da rendere questa particolare tipologia di crypto maggiormente stabili, a differenza di token come Bitcoin e simili che sono caratterizzate da forte volatilità. Le stablecoin possono essere utilizzate anche come riserve di valore o unità di conto.

Una stretta sulle stablecoin è arrivata un po’ ovunque in seguito al crollo di TerraUSD (UST) e del token gemello Luna. Un’implosione decisamente inattesa che ha avuto un forte impatto sui mercati crypto su scala globale, accrescendo le preoccupazioni e spingendo i governi di molti Paesi a correre ai ripari.

Abbiamo assistito quindi alle dichiarazioni rilasciate sul tema da Janet Yellen, Segretario del Tesoro Usa, e dal commissario della SEC, Hester Peirce che si è unito al dibattito chiedendo maggior chiarezza sulle norme riguardanti l’uso di criptovalute e stablecoin. Lo stesso Peirce ha suggerito poi che gli eventi del mese scorso riguardanti la stablecoin Terra “probabilmente incoraggeranno” il Congresso degli Stati Uniti ad intervenire e a “lavorarci più rapidamente”.

All’inizio di questa settimana poi, come abbiamo visto, in Regno Unito è stata avanzata la proposta di conferire alla Bank of England il ruolo di supervisore, con la possibilità di intervenire qualora decidesse che queste possano “rappresentare una minaccia per la stabilità del sistema finanziario britannico, o avere conseguenze significative per le imprese o altri interessi”.

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