Durante il crollo della stablecoin TerraUSD della settimana scorsa i trader di derivati Bitcoin hanno perso oltre 1,2 miliardi di dollari in liquidazioni

Quando a partire dall’8 maggio la stablecoin Terra USD ha iniziato a perdere il suo ancoraggio con il valore del dollaro le cose si sono messe subito piuttosto male per alcuni trader di Bitcoin (BTC).

Una situazione che ha portato l’intero mercato delle criptovalute in un precipizio, nel quale ha continuato a sprofondare fino a sabato 14 maggio. Per i trader di derivati Bitcoin questo trend si è tradotto in perdite per oltre 1,2 miliardi di dollari in liquidazioni stando ai dati pubblicati dal sito di analisi CoinGlass.

Un ulteriore peggioramento dell’andamento del mercato delle criptovalute dopo una settimana che comunque non era stata certo positiva. Il crollo della stablecoin, le cui cause andrebbero analizzate in modo approfondito, ha trascinato ancora più in basso il mercato, a cominciare dal Bitcoin che complessivamente ha visto in liquidazione oltre il doppio dei 542 milioni di dollari della settimana precedente.

I dati di CoinGlass evidenziano che si è trattato di un momento particolarmente difficile per l’intero settore, con oltre 1 miliardo di dollari spazzato via tra tutte le varie crypto, la somma più alta degli ultimi 3 mesi e oltre.

Perché è crollato il mercato delle criptovalute

Quanto ai motivi del recente crollo del mercato delle criptovalute, non si può che partire dall’analisi dei prezzi. Diciamo prima di tutto che il settore ha perso circa 300 miliardi di capitalizzazione di mercato mentre Bitcoin (BTC) scendeva dai 35.500 dollari dell’8 maggio ai 30.100 dollari del 14.

Questo ha messo in allarme i traders che si sono trovati costretti a liquidare sia posizioni long che posizioni short. Nell’ambito di un investimento il momento di liquidare arriva quando il trader si trova a dover chiudere una posizione, long o short che sia, perché vuole o perché si trova costretto a farlo, su un asset che non sta andando come aveva previsto in precedenza.

Veniamo quindi agli investitori che scommettono su prodotti derivati Bitcoin quali futures, opzioni e contratti perpetui, i quali possono trovarsi costretti a liquidare in caso di margin call nel momento in cui il loro conto non ha garanzie sufficienti per mantenere aperta la posizione.

Nel caso di una posizione long il trader si aspetta che l’asset cresca di valore, mentre in una posizione short prevede che diminuirà di valore in un determinato periodo di tempo. Se il trader ritiene che il prezzo salirà, e ciò accade effettivamente, allora non deve far altro che osservare i profitti che crescono.

Ma se il prezzo invece di salire scende, allora il trader dovrà versare importi maggiori oppure andare in liquidazione. Se decide di liquidare questo determina una pressione di vendita su Bitcoin e può essere causa di un ulteriore calo di prezzo che a sua volta comporta un aumento delle liquidazioni.

Una spirale discendente apparentemente senza fine che invece trova il suo equilibrio nel momento in cui ad essere liquidate iniziano ad essere le posizioni short. Questo è accaduto intorno a metà settimana, perché i trader pessimisti si aspettavano probabilmente che il calo del mercato crypto continuasse, invece il prezzo ha iniziato a stabilizzarsi.

Il token nativo di Terra, LUNA precipita a 0,00018 dollari

Ad aver registrato un drastico calo nel corso della settimana appena trascorsa non è stato solo il prezzo del Bitcoin, ma anche quello della stragrande maggioranza delle criptovalute. Questo perché il crollo della stablecoin Terra ha influito pesantemente sul resto del mercato.

Dopo che la stablecoin UST di Terra ha perso il suo ancoraggio con il dollaro, la Luna Foundation Guard, un gruppo che ha il compito di supportare l’ecosistema Terra, ha messo in atto diverse misure.

Ha deciso di prestare 750 milioni di dollari in Bitcoin e altri 750 milioni di dollari in UST per ripristinare la parità di TerraUSD con il dollaro USA. Tuttavia la rivendita forzata di Bitcoin da parte di LFG è arrivata in un brutto momento per i mercati, ed ha esercitato pressioni al ribasso sul prezzo di BTC peggiorando il crollo già in corso dell’intero mercato crypto.

E non è tutto, perché non solo il mercato delle crypto ha subito un calo impressionante, ma i tentativi di salvare la stablecoin sono anche falliti. Infatti attualmente il token nativo dell’ecosistema Terra, LUNA, che funge da collaterale per la stablecoin, è scambiato a 0,00018 dollari stando ai dati di CoinMarketCap, e la community sta valutando se attuare un fork prima che Terra UST sia de-pegged.

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