WeChat banna le criptovalute con l’ultimo aggiornamento della sua policy

Una brutta notizia arriva oggi dalla Cina, WeChat, l’app di messaggistica più diffusa tra i cinesi bannerà l’uso delle criptovalute a partire dalla fine di questo mese; per chi non lo sapesse WeChat è in un certo senso l’equivalente cinese di WhatsApp, ma il paragone è probabilmente riduttivo dal momento che l’equivalente cinese ha molte più funzionalità integrate, tra cui appunto WeChat Pay che consente di fare anche pagamenti tra gli utenti (un po’ come paypal). Il gigante della messaggistica ha aggiornato la policy relativa ai servizi di pagamento integrati sull’app in data 30 aprile, indicando che i commercianti che utilizzano il servizio non devono essere coinvolti in alcun modo in attività inerenti alla promozione di ICO o in operazioni di negoziazione di valute virtuali. Il nuovo regolamento entrerà in vigore a partire dal prossimo 31 maggio e comporterà il ban di tutti gli utenti che, al decorrere di tale data, verranno trovati non conformi a quanto previsto dalla nuova policy. La notizia è estremamente rilevante, non fosse altro perché moltissime persone in Cina utilizzano WeChat Pay come una delle principali opzioni per la transazione dallo yuan cinese. Alcune grandi piattaforme di scambio come Huobi e OKEx offrono agli utenti la possibilità di fare offerte per scambiare fiat in cripto e viceversa proprio attraverso la nota app di messaggistica. E’ importante però precisare che la nuova policy riguarda solo l’utenza business, quindi quegli utenti che hanno dichiarato di fare un uso commerciale della app, non quindi le persone comuni; tuttavia questa rimane una pessima notizia dal momento che sembra suggerire che il governo cinese sia orientato a dare un altro giro di vite allo spazio crittografico, dopo aver bannato le ICO, quindi, è un nuovo segnale di irrigidimento da parte di Pechino rispetto alle criptovalute. Il tutto mentre continuano a susseguirsi le voci relative a un imminente ban da parte del governo delle attività di mining e a ridosso della nuova guerra commerciale con gli USA; lascia sinceramente straniti il fatto che mentre gli stati uniti si stanno grandemente impegnando a normare lo spazio crittografico in maniera leggera, di modo da favorire lo sviluppo e la crescita dell’industria blockchain nel paese, i cinesi decidano invece di perseguire la strada opposta, come a voler chiudere gli spazi nel paese a questa nuova industria. Del resto è verosimile che dietro a questa mossa di WeChat non ci sia una strategia aziendale ma le pressioni del governo; come azienda, infatti, WeChat non avrebbe alcun interesse ad implementare questa nuova policy per WeChat Pay, se ha deciso di farlo è chiaramente a fronte di precise pressioni da parte del governo. Anche proprio in virtù della rinnovata guerra dei dazi tra Washington e Pechino, che proprio questa settimana ha fatto sprofondare le borse di tutto il mondo, con quelle asiatiche in prima linea, appare come minimo spiazzante che la Cina continui a perseguire una politica di chiusura per quel che riguarda le criptovalute lasciando così campo aperto agli americani; e tanto più in un settore in cui il mercato asiatico in generale, ed ancor più quello cinese, potrebbero facilmente fare la parte del leone. Per quanto mi riguarda trovo complicato comprendere, o anche solo intuire, a cosa vogliano approdare queste decisioni fatte dalla Cina, qualcosa mi dice però che avremo modo di parlarne ancora molto in futuro e che ben presto arriveranno nuove notizie dalla Cina che probabilmente ci permetteranno di comprendere meglio che cosa sta succedendo.