Le criptovalute uccideranno il modello di business delle banche, a sostenerlo un docente di stanford

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Darrell Duffie, per chi non lo conoscesse, è un economista canadese autore di numerose pubblicazioni e ricerche, nonché professore presso la facoltà di finanza di Stanford dal 1984; già membro del Consiglio della Società Econometrica e del Financial Advisory Roundtable della Federal Reserve Bank of New York, presidente dell’American Finance Association nel 2009, nel 2003 è stato insignito del prestigioso premio di ingegnere finanziario dell’anno dallo IAFE (International Association of Financial Engineers). Chiunque, quindi, può comprendere facilmente il perché le sue opinioni debbano essere prese seriamente in considerazione; in una recente intervista pubblicata dal sito della facoltà presso cui insegna Duffie ha condiviso alcune sue riflessioni sulla tecnologia blockchain, finendo in un certo senso per sdoganare le tesi che tutta la comunità dei bitcoiners ripete ormai da anni. Nonostante le sue affermazioni possano sembrare persino banali a chi ormai segue l’evoluzione della tecnologia blockchain da anni meritano di essere riprese non fosse altro perché, come noto, stanford forma gran parte della classe dirigente statunitense per cui che un docente come Duffie dichiari oggi determinate cose rappresenta inevitabilmente un segnale della piega che le cose prenderanno nei prossimi venti anni; venendo al dunque, quindi, il docente ha dichiarato che le criptovalute finiranno inevitabilmente per distruggere il modello di business delle banche entro i prossimi dieci anni e che l’opinione pubblica non dovrebbe farsi fuorviare dagli attuali livelli di adesione a bitcoin ne ancor meno credere che le recenti levate di scudi contro libra (la criptovaluta a cui sta lavorando facebook) rappresentino un segnale che le cose potranno andare in maniera diversa da come ormai sembra inevitabile che andranno. La logica evoluzione di ciò che vediamo oggi non potrà che essere la perdita, da parte delle banche, del controllo sulla liquidità dei correntisti; i risparmiatori, in altre parole, stufi delle alte commissioni, dei costi e delle lungaggini che caratterizzano il modello bancario non potranno far altro che migrare verso le monete digitali che sono chiaramente l’opzione migliore sia per i consumatori che per le aziende. Non solo l’assenza dei costi esorbitanti correlati alla gestione dei conti, quindi, ma anche la possibilità di incassare più rapidamente il proprio denaro da parte delle aziende faranno si che, nel prossimo futuro, le banche finiscano col perdere la liquidità ad oggi garantita dai conti dei clienti e, con essa, anche buona parte dei propri profitti. Chiaramente, continua Duffie, non tutti gli istituti di credito subiranno lo stesso impatto da parte della tecnologia blockchain, quelli più lungimiranti riusciranno a riconvertire la propria attività investendo anche loro in questa innovazione, tuttavia molte altre banche sembrano più intenzionate a cercare di ostacolare in qualunque modo l’ascesa di questa tecnologia piuttosto che accettarla per ciò che è, qualcosa di sostanzialmente inevitabile e saranno proprio queste banche a pagare lo scotto più importante per l’ascesa della tecnologia blockchain.