Le banche tedesche potranno vendere e custodire bitcoin e altre criptovalute, un nuovo disegno di legge cambia il panorama in Europa

La notizia è di quelle che hanno una rilevanza epocale, anche perché si intreccia con numerosi altri temi, per cui tentiamo di andare con ordine; due giorni fa il sito di Handelsblatt (uno dei principali quotidiani di informazione economico-finanziaria tedeschi con una tiratura di 150mila copie) ha pubblicato un articolo col quale informa che in Germania è iniziato l’iter di approvazione per un nuovo disegno di legge che consentirà alle banche di vendere e custodire per conto dei propri clienti bitcoin e altre criptovalute. Il disegno di legge è già passato al parlamento federale ed è in attesa dell’approvazione dei Lander per la definitiva ratifica; la prima bozza della legge includeva una “clausola di separazione” che impediva alle banche questo tipo di operatività, con la nuova bozza, invece, le banche non avranno più bisogno di dare vita a nuovi rami d’azienda o a filiali dedicate esclusivamente a gestire gli asset digitali. Mentre le banche si sono dette entusiaste di questa nuova proposta, con Sven Hildebrandt, capo della società di consulenza DLC, che ha affermato che:

“La Germania è sulla buona strada per diventare un cripto-paradiso. Il legislatore tedesco sta svolgendo un ruolo pionieristico nella regolamentazione degli asset crittografici

Le associazioni di tutela dei consumatori sono sul piede di guerra, temendo che le banche stiano per prendere di mira in modo aggressivo i risparmi dei clienti; Niels Nauhauser (esperto finanziario delle associazioni di tutela dei consumatori del Baden-Württemberg) ha infatti sostenuto che questo nuovo disegno di legge consentirebbe alle banche di eludere gli obblighi informativi fino ad oggi previsti per vendere questo tipo di prodotti ai clienti. Fino ad oggi, infatti, le banche potevano operare solo su prodotti derivati agganciati alle criptovalute, di conseguenza avevano tutta una serie di obblighi normativi che imponevano di comunicare in maniera trasparente i rischi correlati all’uso di questo genere di strumenti, adesso però, dato che la banche venderebbero direttamente monete crittografiche (non derivati) e poi, verosimilmente, si farebbero anche pagare per tenerli in custodia non solo viene a cadere la comunicazione dei rischi verso i clienti ma le banche saranno incentivate a vendere questi prodotti in maniera aggressiva. Come ben sappiamo il mondo bancario tedesco attraversa una profonda crisi e questo nuovo disegno di legge ha probabilmente come scopo quello di favorire l’aumento dei profitti per le banche, proprio attraverso la vendita e la custodia di criptovalute, che potrebbero generare commissioni importanti per ridare stabilità agli istituti di credito ma finendo inevitabilmente per sgravare i rischi connessi alla volatilità sulle spalle dei clienti, stando a quanto sostengono le associazioni di tutela dei consumatori. Il disegno di legge, per concludere, si fonda su una nuova definizione di ciò che sono le criptovalute, ricalcando a mio parere il quadro normativo istituito in Giappone; se i giapponesi, infatti, avevano creato la definizione di “asset crittografici” i tedeschi si sono mossi sulla stessa linea introducendo il concetto di “valori crittografici“, che prima nel quadro normativo tedesco, chiaramente, non esisteva. La legge definisce i nuovi valori crittografici come “rappresentazioni digitali di un valore che non è stato emesso da alcuna banca centrale o agenzia pubblica, ma è accettato come mezzo di scambio e pagamento o a fini di investimento“.