La Svezia sigla una partnership con Accenture per il lancio di una criptovaluta di stato

La notizia è stata data ieri da Reuters, stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa la banca centrale svedese sta pianificando il lancio di una piattaforma pilota propedeutica all’emissione di una valuta digitale che dovrebbe prendere il nome di e-krona; la piattaforma sarà realizzata in partnership con Accenture allo scopo di esplorare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie fintech. In merito a questa operazione la banca centrale svedese ha infatti dichiarato che:

“L’obiettivo principale del progetto pilota e-krona è quello di ampliare la comprensione da parte della banca delle possibilità tecnologiche offerte dalle valute virtuali”

Del resto che la banca centrale svedese stesse guardando al mondo delle criptovalute con maggiore apertura rispetto a quanto accade in altri paesi era parso già evidente nel momento in cui il governatore attuale aveva definito libra (la moneta di facebook) “un evento catalizzatore incredibilmente importante” probabilmente alludendo proprio al fatto che la presentazione di questa nuova stablecoin avrebbe rappresentato un incentivo per i governi di tutto il mondo a prendere seriamente in considerazione la possibilità di emettere delle CBDC, cosa che è poi effettivamente accaduta. Altro particolare che merita una certa considerazione è che l’uso del denaro di plastica in Svezia è già molto comune, parliamo di uno dei paesi al mondo nel quale si fa meno uso di contante, di conseguenza il passaggio a una cripto di stato va inteso come un fenomeno assolutamente naturale. Nel frattempo, praticamente in contemporanea a questa notizia, hanno iniziato a circolare le dichiarazioni della nuova governatrice della BCE, Christine Lagarde, che ha infatti affermato che l’UE dovrebbe cavalcare l’ondata di interesse nei confronti delle stablecoin, aprendosi all’innovazione senza con questo ignorare i rischi e le criticità che queste monete portano insite in se; Lagarde ha infatti dichiarato che la domanda c’è, esiste, l’interesse è forte e di conseguenza le istituzioni comunitarie, invece che chiudersi a riccio, dovrebbero sforzarsi di guidare l’ascesa di questi strumenti, anche attraverso l’istituzione di un quadro normativo adeguato, di modo da non restare indietro rispetto a quei paesi, come Cina e USA, che invece stanno già consolidando la loro leadership in questo settore a livello globale.