Il Regno Unito presenta un appalto per lo sviluppo di tecnologia a contrasto della criminalità informatica e del riciclaggio tramite criptovalute

L’HMRC (l’agenzia fiscale del regno unito) ha presentato un appalto pubblico del valore di 100mila sterline richiedendo alle aziende di sviluppare tecnologia atta a contrastare la criminalità informatica e il riciclaggio di denaro perpetrato per mezzo di criptovalute anonime; l’appalto è stato pubblicato alla fine della settimana scorso e richiede lo sviluppo di strumenti attraverso cui raccogliere e analizzare i dati disponibili su blockchain. Più nello specifico HMRC vuole tracciare e analizzare i dati relativi a monete che hanno fatto della privacy il proprio principale vettore di crescita, particolarmente ostiche da monitorare per le autorità, concentrandosi su quelle a maggior capitalizzazione come Monero, Zcash e Dash. Oltre che contrastare il crimine informatico, aggredendo quelli che le autorità (ma la comunità delle criptovalute non sono d’accordo) reputano essere il principale vettore per il riciclaggio di denaro attraverso asset crittografici l’HMRC intende anche evitare e scoraggiare l’evasione fiscale; in molti, infatti, hanno di recente puntato il dito contro le criptovalute anche per quanto concerne proprio l’evasione, ancora una volta, però, la sensazione è che le autorità, non solo inglesi, utilizzino questi temi per nascondere quello che è il loro reale obiettivo.

Attività come riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, come abbiamo ormai avuto modo di spiegare innumerevoli volte, si muovano ancora oggi prevalentemente per via bancaria e, indipendentemente dall’inasprimento delle pene e dal miglioramento degli strumenti d’indagine a disposizione delle forze di polizia, i volumi di denaro che riguardano questi crimini non accennano a diminuire. Nonostante questo le autorità di tutto il mondo si ostinano a puntare il dito contro le criptovalute, sebbene ci siano tonnellate di rapporti che dimostrano che solo una minima parte dell’attività di riciclaggio transita per le cripto, mentre il grosso dei volumi transita per i canali bancari; il motivo è facile da intuire, qui in ballo è lo status quo delle autorità e il monopolio statale sul controllo della moneta, per questo le autorità globali sono così contrarie alle monete decentralizzate. Ovviamente nessun governo potrà mai sostenere pubblicamente che la sua avversione per le criptovalute dipende dal fatto che questi strumenti minano alla radice il senso e l’utilità stessa delle istituzioni, per cui si occulta questo aspetto della questione dietro a concetti come la lotta alla criminalità e al riciclaggio di denaro; il tutto, chiaramente, con la compiacenza e il sostegno dei media mainstream. Ecco quindi che si delineano i tratti di uno scontro ideologico che vede contrapposte istituzioni e persone comuni su un piano più politico che economico e che supera la classica distinzione tra destra e sinistra; il nuovo terreno di scontro, in altre parole, non vede contrapporsi coloro che hanno un orientamento ideologico di destra a coloro che invece sono orientati a sinistra, ma vede contrapporsi i fautori del potere centralizzato sotto monopolio statale a coloro che credono, invece, nelle governance decentralizzate sotto controllo diretto dei cittadini.