Il G7 contro le stablecoin, minano la stabilità finanziaria, ma sul mercato ci sono già decine di criptovalute del genere

La notizia è che il G7 ha dichiarato ufficialmente di considerare le stablecoin un rischio per la stabilità finanziaria globale, il che, come vedremo più avanti, è semplicemente demenziale; andiamo con ordine e vediamo prima di tutto di capire di cosa stanno parlando le maggiori testate del settore. E’ la BBC a riferire che la task force del G7 ha prodotto un rapporto che verrà diffuso nei prossimi giorni tra alti funzionari delle banche centrali, il Fondo monetario internazionale (FMI) e il Financial Stability Board, che coordina le regole per le economie del G20; in questo rapporto si evidenziano i rischi per la stabilità finanziaria globale in caso questi strumenti non si rivelino abbastanza solidi. Il timore espresso dalla task force voluta dal G7 è che in caso di crollo della fiducia in questi strumenti le conseguenze potrebbero contagiare le valute a cui le stablecoin sono agganciate; questo, chiaramente, risulta demenziale, non fosse così il dollaro americano avrebbe dovuto risentire del crollo di fiducia nel mercato delle cripto verso USDT, cosa che però, chiaramente, non sta ne in cielo ne in terra. Altro particolare non di scarso rilievo è che sul mercato di stablecoin ce ne sono più di una cinquantina (forse ormai siamo più vicini al centinaio di monete) e ne nascono continuamente di nuove; la stessa binance, ad esempio, ha intenzione di emettere diverse stablecoin nei prossimi mesi (si vocifera almeno cinque). Quello che sta succedendo è che le istituzioni si sono lasciate impaurire da libra, che porta in se sicuramente numerose criticità, ma che è semplicemente demenziale possa mettere a repentaglio la stabilità finanziaria globale; altro passaggio ai confini della realtà riguarda la solita questione relativa alla protezione dei consumatori ed alla possibilità che le cripto vengano utilizzate per riciclare denaro o finanziare il terrorismo. Pare che le istituzioni mondiali vogliano l’esclusiva su questo tipo di attività, finché a truffare i consumatori sono le banche centrali, ad esempio con la politica dei tassi negativi che incide in maniera estremamente negativa sui rendimenti dei fondi pensione e le cui conseguenze sono già state sgravate sui correntisti con una stangata sui costi di gestione dei conti, tutto bene, nessuno batte ciglio; allo stesso modo finché per finanziare il terrorismo e riciclare denaro a livello internazionale si utilizza il dollaro americano come valuta di riferimento questo non genera alcuna levata di scudi dai potenti della terra, ma guai a mettere in discussione l’egemonia del dollaro che subito si fanno prendere dalle convulsioni. Nella relazione finale, poi, il rapporto afferma che:

“Il G7 ritiene che nessun progetto di stablecoin dovrebbe iniziare a funzionare fino a quando le sfide e i rischi legali, regolamentari e di supervisione non saranno adeguatamente affrontati”

E qui realmente travalichiamo il ridicolo, proprio la politica dei tassi negativi è stata implementata, a detta delle istituzioni stesse, senza conoscerne pienamente le possibili conseguenze; in più occasioni i presidenti delle banche centrali (primo tra tutti Mario Draghi) hanno dichiarato cose del tipo “ci muoviamo in un territorio completamente inesplorato”. Insomma, il bisogno di certezze assolute emerge solo quando ad essere messe in discussioni sono le istituzioni stesse; c’è però un particolare ancora più ridicolo in questa storia ed è che il mercato è letteralmente inondato di stablecoin. L’ultima volta che ce ne siamo occupati, infatti, ne esistevano almeno un’ottantina, vero che alcuni di questi progetti sono morti sul nascere (senza che le valute alle quali erano legati subissero alcun contraccolpo), per cui oggi probabilmente i progetti ancora sul mercato sono un po’ di meno, ma vien da chiedersi dove fosse il G7 fino a ieri. Dormivano? Erano distratti? Non è dato di saperlo, quello che mi pare però evidente è che le istituzioni capiscono che le criptovalute mettono a repentaglio la loro credibilità (già largamente bruciata) e il loro status quo ed è a questo che dobbiamo ricondurre certe levate di scudi, mentre tutti i timori espressi, che pure potrebbero sembrare legittimi, sono in realtà meramente pretestuosi.