Gli USA puntano sulla blockchain, approvato un nuovo disegno di legge dal senato

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Come si apprende da un comunicato stampa pubblicato su CNET Giovedì 11 Luglio grazie all’approvazione del comitato per il commercio, la scienza e i trasporti, il congresso americano ha varato, nella giornata di martedì scorso, il Blockchain Promotion Act, un disegno di legge che regolamenta ulteriormente questo tipo di tecnologia. Grazie a questo nuovo quadro normativo gli USA si avvicinano ulteriormente a inquadrare la tecnologia blockchain a livello federale e istituiscono un organo ufficiale, presso il dipartimento del commercio, che avrà il compito di studiarne le possibili applicazioni nelle istituzioni statunitensi; i nomi dei professionisti che parteciperanno a questo nuovo gruppo di lavoro non sono ancora noti, si presume però che vengano reclutati presso altre agenzie federali. La cosa è allettante anche per la nascente industria blockchain del paese, dal momento che nei lavori verranno incluse anche aziende private (produttori, fornitori di software e di servizi, etc); tra gli scopi principali del gruppo di lavoro la scelta di una definizione giuridicamente univoca, entro un periodo di tempo di un anno, di cosa sia la tecnologia blockchain. Come abbiamo scritto in altri post, infatti, la difficoltà principale con cui i legislatori dei vari paesi devono scontrarsi nel momento in cui tentano di istituire un quadro normativo che regoli l’attività fintech è proprio l’assenza di definizioni univoche, diventa infatti sostanzialmente impossibile regolamentare un settore se mancano le definizioni per farlo e, soprattutto, se tali definizioni non rispondono alle esigenze sia del mercato che del legislatore stesso; il rischio, per intenderci, è che si finisca per regolamentare come blockchain anche attività che nulla hanno a che vedere con questa tecnologia, un po’ quello che è successo con i vari tentativi fatti da diversi governi che non sono riusciti ad andare oltre l’equiparazione delle aziende fintech alle banche. Ovviamente, però, una fondazione (come potrebbe essere, per citarne una, quella che sostiene litecoin) non ha nulla a che vedere con una banca ed ecco che, inevitabilmente, l’assenza di definizioni precise genera a catena tutta una serie di paradossi. Tornando a quanto accaduto negli USA, per concludere, lo scopo del gruppo di lavoro, una volta costruite le fondamenta giuridiche che dovranno permettere di regolamentare l’intero settore, è anche ovviamente quello di esplorare le possibili applicazioni della tecnologia blockchain a livello governativo, oltre che quello di implementare le diverse piattaforme che verranno realizzate di modo da permetterne l’uso ai cittadini nella vita di tutti i giorni. Che la blockchain fosse destinata a rivoluzionare la realtà come la conosciamo gli appassionati di questa tecnologia lo sostengono praticamente da sempre, spesso spernacchiati da quelli che avrebbero dovuto essere gli esperti, che invece hanno sostenuto che fosse una tecnologia troppo complessa per poter essere implementata su larga scala; mi verrebbe da dire, quindi, che ancora una volta i presunti esperti hanno preso una bella cantonata e ad aver avuto ragione sono tutte quelle persone, che spesso conosciamo solo attraverso il nick che usano sui social, che hanno passato gli ultimi dieci anni a sostenere che eravamo sull’orlo di quella che sarebbe passata alla storia come la quarta rivoluzione industriale.