Criptovalute: rischi per la stabilità finanziaria globale dalle stablecoin

Da sempre le istituzioni finanziarie globali denunciano il rischio per la stabilità globale rappresentato dalle criptovalute, da quando però facebook ha presentato libra i governi di tutto il mondo sembrano essersi dimenticati delle monete decentralizzate (anche perché sfuggono completamente ad ogni tentativo di controllo) e hanno acceso i riflettori su quello che reputano essere il pericolo più immediato, le stablecoin. Nella giornata di ieri Routers ha riferito che il G20 ha invitato il fondo monetario internazionale ad esplorare quali sono i rischi per i governi di una diffusione delle stablecoin; da quanto si apprende i rappresentati delle prime venti economie al mondo temono che il diffondersi di questi strumenti metta a rischio la stabilità finanziaria globale, anche se, come non manchiamo mai di ricordare, non si capisce di quale stabilità parlino visto che le disuguaglianze continuano a crescere a livello globale e le banche centrali, non sapendo più come far fronte al rischio di crollo dei mercati, sono costrette a immettere enormi volumi di liquidità producendo effetti chiaramente distorsivi sull’economia reale e finendo per amplificare la formazione di bolle sui mercati che, in ogni caso, sono comunque destinate ad esplodere. I ministri delle finanze che hanno partecipato al G20 in rappresentanza dei rispettivi paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale affermano che:

I rischi rappresentati dalla diffusione delle stablecoin, compresi in particolare quelli relativi al riciclaggio di denaro, al finanziamento illecito e alla protezione dei consumatori e degli investitori, devono essere valutati e affrontati in modo adeguato prima che questi progetti possano iniziare a funzionare.”

Tutto questo, lo ricordiamo, a fronte di un sistema come quello attuale che si è già ampiamente dimostrato inefficace nel contrastare quegli stessi rischi che le autorità, in maniera abbastanza arbitraria, imputano alle stablecoin dopo aver passato gli ultimi anni a sostenere che il problema fosse invece relativo alle monete decentralizzate. Il governatore della banca centrale giapponese, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato che:

“Alcuni paesi emergenti temono cosa potrebbe accadere se le stablecoin sostenute da una vasta base di clienti diventassero ampiamente utilizzate a livello globale […] Ma questo non è solo un problema per le economie emergenti. Potrebbe avere un impatto più ampio sulla politica monetaria e sulla stabilità del sistema finanziario”

Evitando di dare troppo credito alle dichiarazioni ufficiali quello che sembra chiaro è che la diffusione delle stablecoin (che comunque sono ampiamente e facilmente gestibili per i governi, dato che si tratta di monete che hanno alle proprie spalle delle aziende) finirebbe inevitabilmente per rafforzare le monete decentralizzate come bitcoin (sulle quali invece le istituzioni non hanno alcun controllo) ed è proprio per questo che negli ultimi mesi stiamo assistendo a una vera e propria levata di scudi da parte dei governi nei confronti delle stablecoin.