Criptovalute: nella libra association è rimasta praticamente solo facebook

Libra, il progetto di stablecoin fortemente voluto da Zuckerberg, presentata in pompa magna neanche un anno fa con la promessa che sarebbe stata lanciata entro il primo semestre 2020, capace di suscitare il panico nei governi di mezzo mondo e di prendersi la scena sui giornali a livello globale, si è completamente sgonfiata nel giro di pochi mesi e, oramai, è una moneta sostanzialmente morta; non che la cosa ci stupisca visto che come ValuteVirtuali siamo stati tra i primissimi a dirvi che libra era una rete che sarebbe rimasta solo su carta. Dopo che nell’ottobre 2019, a neanche sei mesi dalla sua presentazione, dal progetto si erano ritirati tutte le principali aziende attive nell’ambito dei pagamenti (Visa, Mastercard, eBay e PayPal), nella giornata di ieri anche Vodafone, l’ultima azienda di una qualche rilevanza ancora presente all’interno della libra association, ha comunicato la propria intenzione di ritirarsi; a riferirlo è cointelegraph con un articolo pubblicato proprio oggi. Più precisamente un portavoce del colosso della telefonia, contattato via mail, ha risposto che:

Vodafone Group ha deciso di ritirarsi dalla libra association; fin dall’inizio abbiamo affermato che il desiderio di Vodafone è di fornire un reale contributo all’ampliamento dell’inclusione finanziaria. Rimaniamo pienamente impegnati in tale obiettivo ma riteniamo di poter dare il massimo contributo concentrando i nostri sforzi su M-Pesa. Continueremo a monitorare lo sviluppo dell’Associazione Bilancia e non escluderemo la possibilità di una futura cooperazione “

M-Pesa, per chi non lo sapesse, è un sistema di pagamento mobile già discretamente diffuso in Africa e sviluppato da Safaricom, azienda con la quale Vodafone collabora già da tempo. Cointelegraph si è anche premunita di chiedere conferma direttamente a Libra, contattando Dante Disparte, responsabile della politica e delle comunicazioni per la Libra Association, il quale ha confermato l’abbandono di Vodafone; ovviamente Disparte si è anche affrettato a spiegare che nonostante gli abbandoni il modo in cui è stato disegnato il sistema di governance garantisce a libra solidità nel tempo, tuttavia bisogna essere molto creduloni per prendere per buono quanto affermato da Disparte. Se sin dall’inizio, infatti, c’erano stati enormi dubbi rispetto al fatto che libra e facebook fossero la stessa cosa oggi dubbi non ce ne sono più dal momento che il social creato da Zuckerberg rimane l’unica azienda di dimensioni rilevanti a far parte del progetto. Non possiamo escludere a priori che, in un prossimo futuro, alla fine Facebook riesca davvero ad emettere una propria stablecoin, certo è che ormai appare impossibile che possa riuscirci nel giro di pochi mesi e, soprattutto, anche ammesso che riesca a superare i limiti di carattere legale e le barricate che i governi di tutto il mondo hanno tirato su sin dalla sua presentazione, per quanto mi riguarda ho seri dubbi che questa moneta possa mai riuscire a guadagnarsi la fiducia degli utenti; detto in altre parole fossi in Zuckerberg mi reputerei già soddisfatto che, a fronte degli innumerevoli scandali che hanno coinvolto l’azienda, gli utenti non abbandonino in massa facebook.