Criptovalute: le istituzioni finanziarie dell’Islanda approvano la prima industria blockchain del paese

Si chiama monerium, ha sede a Reykjavik, è supportata da ConsenSys, ed ha appena ricevuto l’approvazione dalla Financial Supervisory Authority (FME), l’unica autorità finanziaria islandese, a fornire servizi di pagamento in valuta FIAT utilizzando la blockchain di ethereum (ETH); si tratta della prima azienda del genere a ricevere un’autorizzazione ad operare ufficialmente con valute virtuali nel paese, come annunciato con un comunicato stampa lo scorso 14 giugno. E’ inoltre la prima volta che un’azienda viene autorizzata ad operare all’interno dello spazio economico europeo (SEE); secondo quanto riporta coindesk Monerium sta pianificando di lanciare una stablecoin basata su blockchain legata alla corona islandese (ISK) per consentire pagamenti transfrontalieri senza intermediari finanziari; Jón Helgi Egilsson, ex presidente del Supervisory Board della Banca centrale d’Islanda e co-founder dell’azienda, ha annunciato questa e altre novità in una conferenza sulla moneta digitale tenutasi a Stoccolma lo scorso 15 giugno. Si partirà quindi con l’ISK digitale, che sarà disponibile in tutta l’Unione europea nella fase iniziale, ma l’azienda ha in previsione di introdurre altre stablecoin in più paesi a seconda delle loro politiche di regolamentazione locali. Continuiamo quindi ad assistere a un proliferare di stablecoin che hanno, chiaramente, come principale obiettivo quello di avvicinare gli utenti comuni all’uso di questa tecnologia; nel momento in cui sempre più utenti si abitueranno ad usare le stablecoin come forma di pagamento, si spera anche che prendano via via sempre più confidenza anche con le altre monete pienamente decentralizzate, come bitcoin, abituandosi a scambiare criptovalute e a gestire il proprio denaro. E’ un’opportunità per gli stati, che così possono facilmente migliorare il rapporto tra fisco e cittadini, contrastando l’evasione grazie alla riduzione dell’uso del contante, ed è un’opportunità per i cittadini che imparando a fare profitto gestendo il proprio denaro potranno aumentare il proprio potere d’acquisto; è proprio questo, a mio parere, uno degli aspetti più rilevanti della diffusione di queste tecnologie, aprire nuove opportunità per tutti (istituzioni e persone comuni), ridurre i costi e creare opportunità di fare profitto indipendentemente dalla portata dell’investimento. Ovviamente nessuno è così miope da non vedere anche i limiti e le criticità che questa tecnologia ancora esprime, ma parliamo di un’industria che, sebbene sia molto maturata in questa prima decade di vita, si trova ancora ai suoi esordi e che sicuramente riuscirà a superare molti dei limiti che la caratterizzano col trascorrere del tempo. Ogni anno che passa, quindi, diventa sempre meno difficile immaginare un futuro in cui anche la famigerata “casalinga di voghera” gestirà in maniera autonoma un portafoglio di valute differente, diversificando i propri investimenti e facendo rivalutare i propri risparmi; in un’epoca in cui i tassi dei principali titoli di stato vanno sotto zero e non offrono più alcuna possibilità di profitto, i nuovi mercati aperti dalla tecnologia blockchain diventano fondamentali per piccoli e grandi investitori che hanno la necessità di tutelare i propri risparmi dall’inflazione o da un’eventuale svalutazione della moneta locale.