Criptovalute: il responsabile della ricerca globale di ING afferma che le banche centrali passeranno alle valute digitali entro un paio d’anni

Mark Cliffe Might è a capo dell’ufficio ricerche globali del gruppo ING ed è uno dei principali economisti della banca olandese, di conseguenza le sue dichiarazioni di oggi, pubblicate all’interno della piattaforma aziendale che raccoglie le idee e le visioni del gruppo per il futuro, sono da prendere in debita considerazione; Cliffe Might, infatti, si è detto convinto che la presentazione di Libra abbia dato una forte spinta alle istituzioni, accelerando il processo di adesione alle valute digitali da parte delle banche centrali. Più nello specifico il dirigente ING ha affermato che entro al massimo due o tre anni tutte le maggiori banche centrali arriveranno all’emissione di una propria criptovaluta, quelle famose CBDC (acronimo di Central Bank Digital Currency) di cui tanto spesso vi stiamo parlando in questi ultimi mesi. L’economista è entrato anche nel merito di quelli che sarebbero i vantaggi di una mossa di questo tipo, evidenziando come le valute digitali consentirebbero alle banche di sostituire la liquidità fisica aprendo nuovi margini per ridurre ulteriormente i tassi di interesse (già abbondantemente in territorio negativo) e favorendo la nascita di nuove opzioni nel controllo della leva monetaria da parte della politica; le CBDC, inoltre, sostiene sempre Cliffe Might, potrebbero rivelarsi particolarmente utili per far fronte ai rischi di un’eventuale prossima recessione globale. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in un vecchio articolo, quindi, se il 2018 passerà alla storia per essere stato l’anno delle stablecoin il 2019 probabilmente verrà ricordato per essere l’anno delle CBDC; questo non è un particolare di poco conto dal momento che quando (perché ormai appare chiaro a tutti che sia solo una questione di tempo) le banche centrali delle maggiori economie arriveranno ad emettere le proprie valute digitali questo probabilmente finirà per svuotare di senso le stablecoin, che quindi passerebbero a tempo di record dall’essere considerate un fenomeno rivoluzionario (come in molti hanno scritto lo scorso anno) all’essere sostanzialmente un grosso fallimento. In questo momento, per concludere, le stablecoin paiono essere solo una tappa di passaggio verso l’emissione delle CBDC e sembra credibile che siano destinate a scomparire con la comparsa di questi nuovi strumenti.