Criptovalute: binance blocca il trading agli utenti americani, ma sta per lanciare una nuova piattaforma in USA

Changpeng Zhao

Nella giornata di ieri binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo (per volumi), ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma di trading per il mercato statunitense che permetterà agli utenti di scambiare le loro cripto direttamente in dollari americani; a stretto giro di posta, nella giornata di oggi, binance ha anche annunciato che l’attività di trading sulla sua piattaforma principale verrà bloccata per tutti gli utenti residenti in USA. Con questo nuovo annuncio vengono fornite anche le tempistiche per questo switch tra le due piattaforme; a partire infatti dal 12 settembre prossimo gli utenti che residenti negli USA (non essendo più conformi alle condizioni d’uso della piattaforma) non potranno più operare su binance.com. Ovviamente manterranno l’accesso ai loro wallet e potranno continuare a movimentare i propri fondi, tuttavia non saranno più in condizione di aprire nuove operazioni; nonostante il ricorso ad una VPN potrebbe permettere comunque agli utenti residenti negli USA di aggirare il blocco, l’introduzione di un limite per i prelievi (massimo 2btc al giorno per gli account non verificati) rappresenta un limite per molti trader, i quali per poter prelevare somme maggiori dovrebbero procedere a verificare l’account (rendendo quindi palese la propria residenza). Posto che 2btc al giorno di prelievo sono comunque una barca di soldi (anche se bitcoin tornasse a quotare 1000$ sarebbero comunque qualcosa come 60mila dollari al mese, mentre alle quotazioni attuali parliamo di ben 240mila dollari al mese, roba che ci si compra un bilocale a Milano), per molti trader un limite del genere è comunque un ostacolo. Binance sta in ogni caso lavorando per rendere il proprio servizio compatibile con i regolamenti dei vari paesi, per farlo il solo modo possibile è dividere l’attività della piattaforma madre in più piattaforme minori; è infatti noto già dallo scorso anno che Zhao Changpeng (il CEO di binance) ha intenzione di sviluppare una serie di piattaforme locali (si vocifera almeno un paio per ogni continente) di modo da ricavare una struttura aziendale più flessibile, capace quindi di adattarsi alle diverse normative dei diversi paesi, aggirando così gli ostacoli che inevitabilmente porrebbe una piattaforma unica internazionale. L’idea, stando a quello che si apprende, è quella di favorire gli scambi in valuta fiat locale, alleggerendo così anche l’influenza che USDT ha sul mercato e favorendo l’afflusso di liquidità da parte degli investitori istituzionali; inoltre binance, come noto, sta lavorando all’emissione di stablecoin native delle varie piattaforme, in questo modo dovrebbe essere possibile escludere finalmente USDT dagli scambi (o almeno in molti ce lo auguriamo) e disinnescare una volta per tutte questa mina vagante che si aggira sul mercato. Insomma, nei prossimi mesi Zhao Changpeng farà le sue mosse e il biennio 2019/2020 dovrebbe essere ricco di novità per gli utenti binance, con qualche presumibile ovvio contrattempo, che però dovrebbe condurre in breve tempo a un miglioramento del servizio su scala globale.