Criptovalute: al via in Cina un nuovo ente di regolamentazione che rilascerà le certificazioni per le aziende fintech

Sabato scorso la banca centrale cinese ha reso disponibili una serie di documenti dai quali si evince che la Cina sta per rendere pienamente operativa una nuova autorità di regolamentazione che avrà come obiettivo quello di certificare l’attività delle aziende (hardware e software) che si occupano di gestire i pagamenti con criptovalute e quelle, più in generale, attive nel mondo fintech. La banca centrale, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, garantirà ai richiedenti una certificazione Fintech se i loro prodotti superano l’esame del prototipo e i controlli in loco; tale certificazione, in ogni caso, dovrà essere rinnovata con cadenza triennale e le autorità responsabili avrebbero la possibilità di fare ispezioni casuali su ogni fase del processo di produzione al fine di garantire la conformità del singolo prodotto agli standard previsti dalla certificazione stessa. Non deve stupire che questo nuovo modello di certificazione divenga operativo proprio a ridosso delle recenti dichiarazioni del presidente Xi Jinping sulla necessità, per la Cina, di spingere su una veloce integrazione della tecnologia blockchain nella vita del paese ad ogni livello, non solo quindi fintech ma anche servizi di identificazione, monitoraggio e tracciamento. Se poi consideriamo, stando a quanto si vocifera da mesi, che la stessa banca centrale cinese è ormai prossima ad emettere una propria CBDC, che potrebbe vedere la luce già nel corso del prossimo anno, appare chiaro che istituire un ente di regolamentazione che certifichi quali aziende possono operare legalmente come intermediarie nei pagamenti con criptovaluta rappresenta un passaggio propedeutico fondamentale per dare vita a quell’infrastruttura di servizi, istituzioni e piattaforme senza la quale sostenere il funzionamento di una cripto di stato nel paese sarebbe, per certi versi, quasi impossibile. Nel momento in cui uno stato emette una propria criptovaluta, in altre parole, deve anche preoccuparsi di certificare, a beneficio degli utenti, quali sono gli intermediari che operano nel settore nel rispetto di determinati standard; ecco anche spiegato perché, nonostante la stessa banca centrale abbia dichiarato che la propria CBDC è sostanzialmente già pronta per essere emessa, prima di vedere fisicamente una moneta crittografata di stato in Cina sarà necessario ancora un po’ di tempo.