Criptovalute: a Richmond Hill nella Greater Toronto Area le tasse si pagano in bitcoin

Sta diventando sempre più frequente ma, dato che siamo ancora agli inizi di quella che, con ogni probabilità, passerà alla storia come il passaggio all’era della cripto-economia, la cosa fa ancora notizia; con un comunicato stampa pubblicato nella giornata di domenica, infatti, la piattaforma Coinberry ha comunicato di aver avviato i negoziati con una città canadese (Richmond Hill) per consentire ai contribuenti di pagare le tasse sulla proprietà in bitcoin. Il consiglio della città ha votato lo scorso 10 luglio la partnership con la nota piattaforma di trading, nonché fornitore di servizi di pagamento, avviando di fatto l’iter che permetterà, in un prossimo imminente futuro, al comune di Richmond Hill di incassare i pagamenti dei contribuenti in bitcoin; si tratta del secondo comune della Great Toronto Area ad aderire a un’iniziativa di questo tipo stringendo un accordo con Coinberry, neanche sei mesi fa, infatti, la stessa partnership l’aveva stretta la città di Innisfil.

Le tasse in alcuni paesi si pagano con i Bitcoin

E’ importante precisare che il senso di questi accordi non è permettere ai comuni di tenere nei propri bilanci bitcoin ma semplicemente offrire un servizio in più ai residenti; Coinberry, infatti, come tante altre aziende che sottoscrivono partnership simili con imprese e istituzioni, si limita a convertire istantaneamente i pagamenti in bitcoin che riceve dai contribuenti per poi saldare i comuni con cui ha stretto questo genere di collaborazione direttamente in dollari canadesi. Per i comuni, quindi, non cambia praticamente nulla, ma i contribuenti possono godere di un servizio in più, anche abbastanza comodo e magari risparmiare qualcosa rispetto a quanto avrebbero speso in commissioni pagando con le rispettive banche.

Questo genere di partnership, inoltre, sono propedeutiche a rivoluzionare i rapporti tra cittadini ed istituzioni, ad oggi si parte col pagamento delle tasse di proprietà, un domani è plausibile che lo stesso servizio venga ampliato al pagamento di ogni tipo di tassa comunale e non è quindi difficile immaginare un futuro in cui, ad esempio, i parchimetri potranno essere pagati direttamente in bitcoin. Per quanto possa sembrare una cosa da poco arrivare a gestire tutti i servizi comunali con monete digitali (indipendente che si tratti di bitcoin o di altre valute) rappresenta una grande opportunità di risparmio per i comuni; se immaginiamo, ad esempio, i costi che le grandi città devono sostenere per rendere disponibili capillarmente le macchinette che erogano i biglietti dei mezzi pubblici capiamo bene quanto si potrebbe risparmiare spostando tutto questo sistema su una semplice app che consenta, al contempo, sia di acquistare i titoli di viaggio che spenderli (e del resto che cos’altro è un biglietto dei mezzi pubblici se non un token). Tornando alla partnership tra Coinberry e la città di Richmond Hill, il vice sindaco del comune, Joe Di Paola, ha ritenuto opportuno commentarla con una nota rilasciata poco dopo la votazione in consiglio comunale in cui dichiara che:

“Riteniamo che la richiesta di un’opzione di pagamento in valuta digitale sia destinata a crescere nei prossimi anni, in particolare tra i millennial. Il nostro Consiglio comunale era al corrente del fatto che Coinberry aveva già implementato un servizio di pagamento simile nel comune di Innisfil, e poiché non esisteva nessun costo e nessun rischio la decisione di fare altrettanto si è rivelata facile da prendere

Nel corso dell’ultimo anno sempre più istituzioni pubbliche ovunque nel mondo si stanno muovendo nella medesima direzione, cosa che rappresenta certamente un segnale importante di quanto il mercato delle criptovalute sia maturato negli ultimi tempi; anche solo cinque anni fa, infatti, questo tipo di partnership sarebbero sembrate semplicemente fantascientifiche. Non ci resta da aspettare, quindi, di vedere quanto ci metterà il nostro paese a seguire i passi di paesi come il Canada anche se, conoscendo bene pregi e difetti della nostra Italia, c’è da stare certi che, anche in questo caso, finiremo per essere tra gli ultimi stati a implementare questo genere di soluzioni.

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