Le autorità inglesi vogliono vietare ai piccoli investitori di operare sulle cripto coi contratti per differenza

La notizia ha un certo rilievo, quindi procediamo con ordine di modo da capire bene di cosa stiamo parlando; i CFD (contratti per differenza) sono strumenti che i piccoli trader conoscono bene dal momento che li usano quotidianamente nella loro operatività; normalmente si ricorre ai CFD per il trading forex, ma sempre più piattaforme consentono di usare questi strumenti anche per operare con le criptovalute. Nella giornata di oggi hanno iniziato a circolare indiscrezioni relativamente alla possibilità che l’autorità finanziaria inglese, l’FCA (acronimo di Financial Conduct Authority) intende vietare l’opportunità di operare sulle cripto con i CFD per gli investitori retail; la cosa appare abbastanza evidente leggendo un documento pubblicato il primo luglio e denominato “Limitazione del contratto per prodotti diversi venduti a clienti al dettaglio“. L’FCA ha confermato che si consulterà coi principali player prima di vietare ufficialmente l’uso dei derivati crittografici (perché i CFD, che replicano fedelmente l’andamento del sottostante, sono sostanzialmente dei derivati); da quanto si apprende, per bocca di un portavoce dell’FCA, il regolatore inglese è ormai prossimo a imporre il divieto di operare su alcuni prodotti relativi alle cripto agli investitori al dettaglio, ed in particolare ha affermato che tale divieto verrà sicuramente ufficializzato entro la fine dell’anno. L’intenzione dell’FCA, in ogni caso, non è quella di vietare la possibilità di acquistare criptovalute o di operare sulle principali piattaforme di scambio ma solo evitare che i piccoli investitori possano farlo a leva, dal momento che questo viene reputato un rischio eccessivo in capo a persone che, molto spesso, non hanno alcuna esperienza nella gestione di un portafoglio. Non si tratta quindi di un vero e proprio giro di vite contro le criptovalute, ma più che altro della volontà da parte dell’autorità inglese di tutelare gli investitori retail dai rischi correlati alla possibilità di operare con grandi leve su un mercato altamente volatile come quello delle criptovalute; per quanto questa scelta sia, da un certo punto di vista, condivisibile, rappresenta comunque un ostacolo all’adozione di massa delle cripto dal momento che non è infrequente che i piccoli investitori si accostino per la prima volta a questi strumenti attraverso le piattaforme di trading regolamentate per poi iniziare a valutare la possibilità di acquistare qualche criptovaluta (perché comprando CFD non si possiede in realtà alcuna moneta). Continueremo a seguire da vicino il processo di regolamentazione del mercato delle cripto in UK, anche perché la brexit potrebbe finire col favorire l’adozione di bitcoin come mezzo di pagamento nel regno unito a seguito di un’eventuale pesante svalutazione della sterlina (cosa che comunque non è scontata), per adesso la sola cosa che sappiamo per certo è solo che l’FCA intende vietare l’uso dei CFD sul mercato delle cripto ai piccoli investitori privati.