YouTube ha confermato che si è trattato di un errore, ma molti video sulle criptovalute non sono ancora tornati online

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Sotto natale la comunità di appassionati di criptovalute s’è ritrovata tra le mani una pessima gatta da pelare, YouTube, infatti, ha improvvisamente deciso di bannare i video che trattavano di criptovalute; ovviamente il panico ha iniziato a circolare rapidamente sui social, anche perché molti dei canali colpiti dal ban hanno richiesto anni di lavoro per essere lanciati, con i rispettivi titolari che proprio quando iniziavano a raccogliere i primi frutti di tutto questo lavoro si sono visti scivolare tutto tra le mani. Mentre la polemica si ingigantiva e la notizia del ban circolava sui social, però, è improvvisamente arrivata l’ammissione da parte di YouTube che si era trattato solo di un errore e che i video sarebbero presto ritornati online; in molti hanno tirato un sospiro di sollievo che, però, ad oggi, gli è rimasto strozzato in gola. Diversi YouTuber, infatti, in questo momento stanno riferendo che i video cancellati rimangono inaccessibili e Chris Dunn, che da anni gestisce un canale di educazione agli investimenti con 200.000 abbonati, ha rincarato la dose lamentando che non solo YouTube, dopo aver accolto il suo ricorso, ha nuovamente sospeso i video che aveva appena ripristinato, ma ha anche iniziato a cancellarne di nuovi che fino ad oggi non era mai finiti sotto la mannaia della censura. In tutto questo YouTube ha anche assicurato che non c’è stata alcuna modifica della sua policy sulle criptovalute, per cui parliamo di una tipologia di contenuti che è ancora, o meglio dovrebbe ancora, essere considerata lecita; ovviamente molte testate che si occupano di cripto hanno provato a contattare direttamente YouTube, che però si è trincerata dietro il solito silenzio. La situazione, nel frattempo, si sta complicando ulteriormente perché allo stesso tempo ci sono utenti che continuano a lamentare il ban mentre siti di informazione e account sui social stanno continuando a diffondere la posizione ufficiale della piattaforma e cioè che si sia trattato solo di un errore.

In questo momento nessuno sa cosa stia succedendo davvero, per cui le congetture abbondano e si moltiplicano di ora in ora; c’è chi è convinto che in realtà YouTube stia realmente bannando la comunità degli appassionati di criptovalute perché teme l’emergere di una piattaforma di video streaming decentralizzata, altri invece hanno evidenziato che ad essere rimossi sono stati anche video che non trattavano in alcun modo di criptovalute. Alcuni account temono si tratti di una campagna ad hoc contro di loro, effettuata attraverso segnalazioni continue e ricorrenti con l’unico scopo di provocare la chiusura di determinati account, altri ancora (e a me sembra l’ipotesi più probabile) puntano il dito contro gli algoritmi immaginando che l’intelligenza artificiale che esegue la prima scrematura dei video (impedendo, ad esempio, la pubblicazione di contenuti vietati come nel caso della pornografia) per qualche motivo abbia iniziato a bloccare determinate tipologie di video. Banalmente, tra l’altro, potrebbe essere anche solo un problema di diritto d’autore; se nei video, ad esempio, fosse presente una canzone o anche solo un jingle la mancata detenzione dei diritti per l’uso di quella musica potrebbe aver portato alla rimozione dei video; ribadiamo, in ogni caso, che si tratta solo di supposizioni e che fino a quando YouTube non vorrà tornare sulla questione con una nota ufficiale capire cosa stia capitando è sostanzialmente impossibile.

Comunque vada a finire questa storia, però, ormai YouTube si è sparata sui piedi, la comunità infatti ha aperto gli occhi e si è resa conto che non può lavorare con una piattaforma centralizzata che a proprio insindacabile giudizio può, in qualunque momento, chiudere un canale o svuotarlo dei video che producono le visualizzazioni; il fatto che YouTube abbia prima ammesso l’errore e poi non si sia rivelata capace di risolverlo celermente non ha fatto altro che aggravare la situazione. Dobbiamo infatti renderci conto che ogni giorno che passa senza che la situazione torni a normalità è denaro che questi canali perdono; insomma, la comunità non sembra più disposta a pagare gli errori e le inadeguatezze delle grandi piattaforme centralizzate e sembra essere intenzionata a migrare massicciamente verso una delle tante piattaforme di video streaming decentralizzate già presenti sul mercato, cosa che potrebbe rappresentare l’inizio della fine per YouTube, fino ad oggi considerata un po’ da tutti quasi intoccabile.