Un portafoglio di criptovalute integrato nel nuovo Samsung Galaxy S10

La notizia è emersa con un post di un paio di giorni fa, pubblicato dall’account ufficiale su medium di Pundi X, azienda che fornisce soluzioni blockchin per il business, la quale ha voluto comunicare di aver integrato la propria soluzione per un wallet di criptovalute nella prossima versione del Samsung Galaxy S10; del resto che il colosso degli smartphone fosse interessato a mettere le mani nell’industria blockchain si sapeva, il fatto di poter acquistare smartphone blockchain, usciti cioè dalla fabbrica con soluzioni integrate come appunto i wallet per criptovalute, era invece cosa che aspettavamo da tempo. Come si può leggere nel post sul blog ufficiale di Pundi X, quindi:

“Gli utenti di Samsung Galaxy S10 potranno gestire le proprie criptovalute attraverso il portafoglio XWallet integrato col loro Blockchain Samsung, sarà come avere un conto corrente per transazioni crittografiche sempre in tasca, con tutta la comodità del sistema di pagamento globale di Pundi X”

In questo momento XWallet supporta valute digitali come Bitcoin, Ethereum, Binance Coin, NEM e Qtum (QTUM), oltre ai token nativi di Pundi X NPXS e NPXSXEM; anche se nelle intenzioni di Samsung c’era di sviluppare qualcosa di nativo probabilmente la strada più semplice ed economica da seguire è quella delineata da questa collaborazione e cioè l’apertura a sistemi di pagamento di terze parti. Comprensibile che un’azienda come Samsung possa ambire a sviluppare un proprio wallet, persino una propria criptovaluta, tuttavia la strada più semplice per muoversi in questa direzione è di collaborare con altre aziende per i wallet e optare per un token, invece che per una vera e propria criptovaluta, magari su rete ethereum. In ogni caso la fusione tra l’industria degli smartphone e quella blockchain è un passaggio fondamentale per favorire la diffusione di massa delle criptovalute come mezzi di pagamento; sicuramente i telefoni diventeranno dispositivi ancora più potenti in futuro, basti pensare che molti di noi hanno ancora in casa vecchi portatili che hanno meno RAM e un processore meno potente di quelli usati dal proprio smartphone, e sicuramente diventeranno fondamentali per accedere a qualunque tipo di servizio, dalle prestazioni sanitarie ai mezzi di trasporto pubblico, di conseguenza è praticamente inevitabile che diventino anche dei veri e propri mezzi di pagamento. Ovviamente già oggi possiamo utilizzare il nostro smartphone per pagare senza per questo usare le criptovalute, ma le monete virtuali rimangono il modo più economico, sicuro e veloce per farlo; il fatto che un’azienda come Samsung si muova in questa direzione dimostra quindi chiaramente che ormai, come disse qualcuno, il dado è tratto e che da qui in poi non si può più tornare indietro ma solo andare avanti. Che il futuro sia fatto di denaro crittografato che viaggia via internet, in altre parole, è qualcosa che possiamo già dare per assodato, restano difficili da comprendere già oggi gli effetti di tutto questo sulla nostra vita di tutti i giorni e se questo coinciderà effettivamente con la liberalizzazione del mercato del denaro (così come promesso dalla nascita di bitcoin) o se quello delle monete private si rivelerà invece essere un settore destinato a non reggere alla prova del tempo.