SWIFT contro le criptovalute: è la palese dimostrazione che le istituzioni finanziarie sono terrorizzate da bitcoin

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Per prima cosa iniziamo col dire che SWIFT è l’acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications, si tratta in pratica del primo fornitore di pagamenti interbancari al mondo; già questo basterebbe a definire come qualunque affermazione provenga da SWIFT sia riconducibile alla difesa delle propria centralità sul mercato, cosa che inevitabilmente fa passare tali affermazioni dal rango di notizia a quello di gossip. In un rapporto pubblicato oggi da FXStreet viene citato quanto riferito nel corso di un incontro tenutosi a Londra nei giorni scorsi da un rappresentate (di cui non viene fatto il nome) di SWIFT, il quale sostiene che:

Le criptovalute scendono di valore come uno yoyo, sono inutili e instabili ed anche se le società che le controllano si impegnano a renderle stabili questo non cambia la natura delle cose”

SWIFT è sembrata rendersi conto dei limiti enormi che caratterizzano il suo modello ma continua a rifiutare ostinatamente di accogliere la tecnologia blockchain come un miglioramento; non solo, SWIFT (con una certa furbizia a mio parere) si ostina anche ad ignorare e screditare quelle realtà crittografiche (da ripple a stellar) che le stanno chiaramente contendendo il mercato mentre dichiara di considerare un concorrente temibile libra, che però ancora per ora esiste solo su carta (e quindi in pratica non esiste). In realtà le affermazioni di SWIFT non meriterebbero nemmeno di essere prese in considerazione se non per il fatto che dimostrano chiaramente come le istituzioni finanziarie siano letteralmente terrorizzate da bitcoin e da tutte quelle piattaforme che, e questo è un fatto, dimostrano di essere più funzionali ed efficienti rispetto all’infrastruttura attualmente in uso.