Stellar: la piattaforma no profit che compete con ripple nel contendersi il mercato delle banche

Stellar è un progetto cui quasi tutti i trader di criptovalute guardano con enorme interesse; onde evitare equivoci chiariamo sin da subito che stellar è il nome della piattaforma mentre la criptovaluta nativa che ne consente il funzionamento si chiama lumen (XLM). L’enorme interesse dei trader nei confronti di XLM dipende sostanzialmente dal fatto che parliamo del principale competitor di XRP (per quel che riguarda l’accesso degli istituti bancari al mondo della blockchain) e in un certo senso anche di ETH (dal momento che la piattaforma consente di gestire ICO, Dapps e smart contracts). Nei prossimi paragrafi tenteremo di chiarire nella maniera più accurata possibile come funziona questa piattaforma e quali sono le sue principali caratteristiche, posto che per quanto riguarda il suo funzionamento si tratta di una piattaforma estremamente complessa e sofisticata e questo imporrà la necessità di semplificare i vari concetti al fine di rendere comprensibile questo articolo a tutti i nostri lettori (neofiti inclusi).

Storia della nascita di stellar

Stellar nasce sostanzialmente nel 2014 quando Jed McCaleb (co-founder di ripple) la fonda insieme all’ex avvocato Joyce Kim; per questo motivo, e perché inizialmente utilizzava lo stesso protocollo di consenso di ripple, su molti siti potete leggere che si tratta di un fork di XRP. Sostanzialmente quello che è successo è che McCaleb si è staccato da ripple ed ha fondato Stellar creando nel luglio 2014 una fondazione senza scopo di lucro (la Stellar Development Foundation) in collaborazione con Patrick Collison (CEO di Stripe). Già pochi mesi dopo, a gennaio 2015, Stellar aveva raggiunto il ragguardevole obiettivo di 3 milioni di account registrati con una capitalizzazione record (per quei tempi) di quindicimilioni di dollari. Nel frattempo, però, nascevano una serie di problemi proprio con ripple (non solo di natura legale ma anche e forse soprattutto in termini di sicurezza) sul protocollo di consenso ed è per questo motivo che si decise di affidare al professor David Mazières di Stanford il compito di ideare un nuovo protocollo che diventerà perfettamente operativo a novembre 2015 e che verrà chiamato SCP (stellar consensus protocol). Ciò che ha caratterizzato e distinto da sempre stellar rispetto a ripple è stata la sua volontà dichiarata di porre una grande attenzione al sociale tanto da arrivare a porre il suo principale bacino d’utenza in Africa e nel sud-est asiatico, territori nei quali punta a diventare il punto di riferimento per movimentare le rimesse dei migranti; per sostenere questa immagine fortemente orientata al sociale, oltre alla forma di organizzazione no profit, stellar è da sempre molto attiva nel finanziare imprese sociali e nel garantire accesso al mercato globale ai soggetti non bancabili.

Principali funzionalità della piattaforma stellar

Oltre a consentire scambi transnazionali tra qualsiasi coppia di valute (esattamente come fa ripple) stellar presenta altre funzionalità molto interessanti; ad esempio attraverso questa piattaforma è possibile gestire una ICO ed essendo, tra le altre cose, sostanzialmente anche un exchange decentralizzato coloro che emettono le ICO hanno anche la possibilità di elencare i rispettivi token sull’exchange decentralizzato integrato nella piattaforma sin dal primo giorno senza dover attendere la quotazione su una piattaforma centralizzata (poloniex, bittrex, etc) per scambiarli con altre criptovalute. Oltre tutto questo stellar permette anche di scrivere smart contracts e creare applicazioni decentralizzate apparendo in questo modo chiaramente uno dei principali competitor di ETH; riassumendo, quindi, questa piattaforma racchiude in se tutte le funzionalità più interessanti nel mondo della blockchain (si possono gestire ICO, smart contract, Dapps, permette di scambiare a livello transnazionale qualunque coppia di valuta ed è anche un exchange decentralizzato), con commissioni molto basse, in un sistema caratterizzato da altissima sicurezza e con una grande velocità nell’esecuzione delle transazioni.

Il protocollo di consenso di stellar

Diciamo sin da subito che questo paragrafo è molto complicato e che per svariati motivi ho l’esigenza di semplificare il più possibile i concetti espressi anche a costo di qualche piccola imprecisione; abbiamo detto che stellar è un protocollo open source per la conversione della valuta digitale in valuta legale che consente transazioni transnazionali tra qualsiasi coppia di valute. Per il suo funzionamento si basa su una criptovaluta nativa che, come abbiamo già avuto modo di spiegare, si chiama lumen (XLM). Il suo funzionamento si basa su un protocollo di consenso chiamato SCP (Stellar Consensus Protocol) che è a sua volta un’evoluzione dell’accordo bizantino federato (in inglese FBA, acronimo di Federated Byzantine Agreement); per capire meglio di cosa stiamo parlando è quindi importante prima di tutto capire cosa sia il “problema dei generali bizantini” (teorizzato dai matematici Leslie Lamport, Marshall Pease e Robert Shostak nel 1982). La metafora su cui è costruito questo problema si basa sull’idea che un gruppo di generali alla guida di diversi schieramenti dislocati in aree differenti tra loro si ritrovi a dover coordinare un attacco contro una città nemica; il problema si pone perché questi generali possono comunicare tra loro solo attraverso dei messaggi e corrono il rischio che i messaggeri a cui affideranno queste comunicazioni possano essere corrotti dalle forze nemiche e indotti ad alterare il reale contenuto del messaggio. Una delle soluzioni più comuni a questo problema viene definita Byzantine-fault-tolerant (BFT) e si basa sul concetto che i messaggi possano anche essere falsificati ma che questo è irrilevante fintanto che il numero dei messaggeri corrotti non si rivela essere pari o uguale a un terzo (che è sostanzialmente la soluzione implementata con XRP). Detto questo torniamo al funzionamento di stellar che, come pure ripple, si basa su un sistema di ledger che registra un elenco di tutti i saldi e le transazioni appartenenti a ogni singolo account sulla rete, mentre la copia completa del registro è ospitata su ciascun server che esegue il software Stellar. I server Stellar comunicano e si sincronizzano tra loro per garantire che le transazioni siano valide e vengano registrate correttamente sul libro mastro globale. Ma mentre nel caso di ripple esiste un insieme predefinito di validatori (preselezionati da un’autorità centrale) che governano il sistema concordando, tra le altre cose, la verifica della transazione e procedono a registrarla quando almeno il 66% dei validatori raggiunge un consenso (secondo il principio del Byzantine-fault-tolerant), con SCP (il protocollo di consenso di stellar)  i nodi hanno la possibilità di scegliere quali siano i loro validatori di fiducia semplicemente impostando questa scelta nel file di configurazione di un nodo. Dal momento che non tutti i nodi avranno lo stesso file di configurazione, le sezioni e i quorum necessari a pervenire al consenso si formeranno dinamicamente rendendo così la rete sostanzialmente decentralizzata.

Cosa sono e di cosa si occupano le ancore nella rete Stellar

Le ancore sono entità presso le quali gli utenti possono detenere i loro depositi rilasciando, allo stesso tempo, crediti nella rete in virtù di quegli stessi depositi. Tutte le transazioni monetarie sulla rete stellar (ad eccezione di XLM) avvengono sotto forma di credito emesso da ancore (che sono centrali nel funzionamento della rete), quindi è necessario che gli utenti ripongano in loro la massima fiducia; esse fungono da ponte tra le varie valute e, nella maggior parte dei casi, non sono altro che banche, istituti di risparmio, cooperative di agricoltori, banche centrali e società di rimesse. Per comprendere meglio come funzionano le ancore e quale sia il ruolo che svolgono può essere utile equipararle a un account paypal; il mio account paypal, infatti, è in comunicazione col mio conto bancario e mi permette sia di spostare denaro da e verso il mio conto in banca sia di inviarlo a un altro account paypal. Ecco, è grosso modo la stessa funzione che svolgono le ancore sulla rete stellar.

Conclusioni

Stellar è sicuramente uno dei progetti non solo più interessanti nell’ecosistema delle criptovalute ma tra i più evoluti e sofisticati tra quelli attualmente in circolazione; la grande varietà di funzionalità che mette a disposizione dei suoi utenti conciliata con l’altissima velocità delle transazioni e le basse commissioni rendono bene l’idea del perché questa criptovaluta attiri così tanto le attenzioni dei maggiori osservatori e le simpatie di tanti appassionati. A una tecnologia di primissimo livello, poi, hanno saputo associare la grande attenzione al sociale e una struttura (quella di organizzazione senza scopo di lucro) che gli permette al contempo di operare nel totale rispetto delle normative dei vari paesi senza però con questo calamitare la diffidenza di una vasta parte degli investitori come invece accade ad altri progetti che hanno scelto come forma quella aziendale. Rispetto a ripple, in altre parole, stellar ha saputo porsi come punto di riferimento del mondo delle banche senza nulla sacrificare nel suo rapporto con gli utenti e continuando a porre sempre al centro del proprio progetto le esigenze delle persone comuni; alla luce di tutto questo a mio parere stellar dimostra una maggiore capacità di stare sul mercato rispetto a ripple e nel lungo periodo questo potrebbe verosimilmente costituire un vantaggio importante nella sfida con xrp. Diverso il discorso per quanto riguarda tutte quelle funzionalità che pongono questa piattaforma in competizione con progetti altrettanto solidi e scaltri nel presidiare il mercato come nel caso di piattaforme quali ardor, waves, stratis ed altri; in questo caso la sfida appare essere nettamente più aperta ed è difficile ad oggi preventivare quale tra i tanti progetti che presidiano questo segmento (Dapps, smart contract, dex, etc) riuscirà a imporsi sui propri competitor nel lungo periodo.