Société générale lancia un bond da 112mln di dollari su blockchain Ethereum

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La notizia ha iniziato a circolare in queste ore, la portata è sicuramente di un certo rilievo, sia per la somma in discussione (oltre 100mln di dollari) sia per il gruppo coinvolto (il settimo gruppo bancario in Europa); andiamo con ordine e tentiamo di capire bene di cosa stiamo parlando. Prima di tutto, però, facciamo un salto su wikipedia dove leggiamo

La Société générale (Société générale pour favoriser le développement du commerce et de l’industrie en France) è la settima banca nella Classifica per capitalizzazione dei gruppi bancari della zona Euro”

Lo stesso gruppo, appena un anno fa, aveva già presentato ai suoi clienti aziendali una piattaforma di finanziamento commerciale basata su blockchain (we.trade), adesso société générale cala l’asso e conferma che la sua unità di covered bond (Société General SFH), ha emesso la sua prima obbligazione garantita sulla blockchain di Ethereum per un valore di 112mln di dollari. L’azienda ha dichiarato che in questo modo “l’emissione dei titoli diventa più rapida ed economica”; per quanto riguarda le agenzie di rating sembra che abbiano apprezzato, i security token di société générale hanno infatti ottenuto una tripla A sia da Fitch che da Moody’s. Secondo quanto si apprende dal comunicato stampa, l’azienda ha inteso effettuare un primo esperimento teso a favorire la nascita e la crescita di nuove attività sul mercato dei capitali digitali con lo scopo di migliorare la scalabilità del prodotto e di ridurre il time-to-market; in questa scelta, ovviamente, non sono però meno influenti fattori come il miglioramento della trasparenza e la riduzione dei costi che consegue inevitabilmente alla disintermediazione di qualunque settore (incluso quindi anche quando si parla di covered bond). In ogni caso l’emissione di bond su una blockchain da parte di istituzioni e governi al giorno d’oggi non è più così eccezionale e sembra destinata anzi a diventare ancora più comune in futuro, quando il tasso di adozione di questa nuova tecnologia inizierà a crescere ancora più velocemente di quanto già non faccia oggi. Tutto questo mentre continua ad aumentare il numero di stati che stanno prendendo seriamente in considerazione l’emissione di una cripto sovrana; gli ultimi in questa lunga lista sono gli afgani. In concomitanza con un evento recentemente organizzato da FMI e banca mondiale a Washington (di cui ci siamo già occupati qualche giorno fa), infatti, il governatore della Banca centrale afgana, Khalil Sediq, avrebbe confermato che il paese sta seriamente valutando la possibilità di raccogliere quasi 6mld di dollari emettendo un criptovaluta di stato. Insomma, se l’anno dovesse andare avanti ancora così, finirà che questo 2019 verrà ricordato come l’anno in cui le criptovalute sono state finalmente sdoganate da governi e istituzioni internazionali; l’interesse è innegabile ed anche molto alto, se tutto questo avrà un effetto sul prezzo di bitcoin e di tutte le altcoin sul mercato è ancora presto per dirlo, ma c’è da star certi che non dovremo aspettare ancora a lungo per scoprirlo.