Il Fondo Monetario Internazionale riconosce la portata rivoluzionaria delle criptovalute

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La notizia è che Christine Lagarde, direttrice dell’ FMI, nel corso di un’intervista rilasciata in data 10 aprile alla CNBC, nella cornice degli incontri del World Bank Group e del Fondo monetario internazionale a Washington (denaro e pagamenti nell’era digitale), ha affermato che l’innovazione portata dalla blockchain sta scuotendo le fondamenta della finanza tradizionale. Una cosa che i bitcoiners sapevano benissimo anche prima e che ripetono ostinatamente ormai da dieci anni; ma attenzione perché c’è il trucco. Nel sostenere la rilevanza di questa innovazione tecnologica la Lagarde sostiene in realtà (come ormai da tempo fanno tutte le istituzioni) la tecnologia DLT e mette in guardia dalle criptovalute realmente decentralizzate (come bitcoin), basate su blockchain e che a suo dire (ma a ben vedere non sbaglia) hanno la capacità di destabilizzare e mettere a repentaglio gli equilibri dell’economia mondiale. Ancora una volta questa dichiarazione apre uno scorcio sull’enorme rilevanza in termini politici che le criptovalute possono avere; perché anche se Lagarde lascia trasparire preoccupazione per la potenziale capacità delle criptovalute di alterare gli equilibri economici mondiali, questa possibilità è in realtà ciò che tutti i sostenitori della tecnologia blockchain auspicano. Difficilmente sentiremo mai affermare a un esponente di rilievo dell’FMI che l’economia mondiale è malata (io direi proprio marcia) e che c’è la necessità di un cambiamento radicale che ridimensioni lo strapotere delle grandi banche sulla vita di interi paesi. Tra le dichiarazioni più rilevanti rilasciate durante l’incontro segnaliamo in particolar modo la convinzione (espressa dalla direttrice dell’FMI) che la criptografia sia inevitabile e necessaria; fin qui nulla di male. Il passaggio che però lascia presagire uno scenario molto inquietante riguarda la parte in cui la Lagarde afferma che “le criptovalute possono svolgere un ruolo di primo piano per offrire un’alternativa al fallimento delle valute nazionali”. Se contestualizziamo questa affermazione con le voci che da tempo circolano tra i maggiori osservatori riguardo a una possibile crisi del debito sovrano, diventa difficile non iniziare a immaginare che si stia programmando il collasso delle valute FIAT per favorire il passaggio a una cripto-economia costruita sulla base della tecnologia DLT che, lo ricordiamo, non prevede una reale decentralizzazione ne pone come obiettivo finale il superamento delle grandi istituzioni economiche centralizzate. Il consiglio, per concludere, non può che essere sempre lo stesso, fate attenzione perché qui probabilmente siamo all’alba di una pesante crisi economica che farà impallidire quella del 2008. Come difendersi da tutto questo? Facile, comprate bitcoin!