Quando salgono le criptovalute e perché, scopriamolo insieme

cosa muove i prezzi

Capire quando salgono le criptovalute, perché lo fanno e cosa muove il prezzo è uno dei primi concetti con cui una persona che si accosta al trading deve misurarsi; ricordo bene quando anch’io mi sono trovato nella stessa situazione ed ho iniziato a fare ricerche in merito su google e ricordo altrettanto bene che ci ho messo mesi per trovare una risposta a queste domande. Sui forum e sui siti di settore difficilmente si trovano risposte esaustive a queste domande, di conseguenza vorrei offrire ai neofiti del trading un punto di partenza ideale per chiarirsi le idee; intanto possiamo dire che a muovere i prezzi di bitcoin (e delle altre criptovalute) sono gli stessi criteri che troviamo in qualunque altro mercato. Nonostante le cripto siano molto diverse dai classici strumenti finanziari, ritroviamo concetti molto simili anche in questo mercato; certamente i fondamentali di una valuta fiat sono profondamente differenti dai fondamentali di una criptovaluta, tuttavia è possibile adattare concettualmente alcuni aspetti del mercato delle cripto a quelli del mercato valutario. Quindi, che cosa muove il prezzo delle criptovalute? Per prima cosa le notizie; questo concetto lo troviamo tale e quale nella teoria economica classica, ad esempio nei sei principi della teoria di Dow (proprio quel Dow Jones da cui prende il nome il famoso indice azionario). Secondo la teoria di Dow, infatti, “il mercato sconta le notizie”, per cui sia le notizie positive che quelle negative, per questo si parla di notizie bullish e bearish, a seconda del potenziale che esprimono nel muovere i prezzi. Quando parliamo di forex, per cui di valute FIAT, a muovere i prezzi sono i dati macroeconomici che definiscono lo stato di salute di un’economia; in pratica i così detti fondamentali. Quando parliamo di criptovalute, dal momento che dietro non ci sono degli stati, i fondamentali sono diversi e così anche la natura delle notizie che muovono i prezzi. Tra le notizie bullish, per fare degli esempi, abbiamo quando un exchange di grandi dimensioni decide di listare una determinata criptovaluta, questo quasi sempre spinge i prezzi al rialzo e, al contrario, quando arriva un delisting ecco che i prezzi crollano; ecco spiegato perché tutti i trader sono molto attenti alle mosse di binance. Quando binance quota una nuova cripto il prezzo di quella cripto sale, quando invece ne dispone il delisting il prezzo crolla; il motivo di tutto questo è che essendo la quantità di monete limitata, nel momento in cui una nuova piattaforma apre un mercato aumenta la domanda e quindi l’afflusso di liquidità. Altre notizie che possono muovere il prezzo al rialzo sono il rilascio di una nuova versione della piattaforma, o il lancio della mainnet di un token, partnership con grandi aziende o dichiarazioni di apertura a un determinato progetto da parte di grandi istituzioni (finanziarie e non). Allo stesso tempo un guasto della rete, un hacking, un attacco di qualche tipo che metta a repentaglio la fiducia nella sicurezza della crittografia provoca quasi sempre un crollo. Ma non sono solo questi gli aspetti che favoriscono il movimento dei prezzi di una criptovalute; va infatti anche presa in considerazione la famosa “teoria dei giochi” di cui magari i nostri lettori avranno già sentito parlare. Andiamo a fare un salto su wikipedia per capire di cosa stiamo parlando e troviamo scritto che:

La teoria dei giochi è una disciplina della matematica applicata che studia e analizza le decisioni individuali di un soggetto in situazioni di conflitto o interazione strategica con altri soggetti rivali (due o più) finalizzate al massimo guadagno di ciascun soggetto”

E’ chiaramente la situazione tipica di un mercato finanziario, per cui alla teoria dei giochi rispondono anche i mercati delle criptovalute; tentando di semplificare un poco il concetto e renderlo masticabile a chiunque molto semplicemente possiamo affermare che tutti i trader osservano contemporaneamente lo stesso grafico e, in determinate condizioni, traggono tutti le medesime conclusioni. Quando un prezzo rompe un livello importante, indipendentemente che si tratti di un supporto o una resistenza, ecco che tutti i trader notano quella rottura e si muovono di conseguenza, vendendo o comprando in base al fatto che il prezzo abbia rotto, rispettivamente, un supporto o una resistenza. In determinate circostanze, quindi, subentrano reazioni psicologiche che spesso sui social trovate definite con i termini “FOMO” (acronimo di fear of missing out, traducibile in italiano con una locuzione del tipo “paura di restare tagliati fuori”) e “panic selling” (letteralmente vendita da panico); quello che succede è che quando il prezzo taglia una resistenza al rialzo il mercato si catapulta a comprare, temendo appunto di restare tagliato fuori da un ciclo bullish, e questo scaraventa normalmente il prezzo in zona di ipercomprato, dove può rimanere per giorni prima di ritracciare. Al contrario quando un prezzo rompe un supporto importante ecco che i trader si precipitano a vendere, e più vendono più inducono altri trader a vendere, provocando un effetto a catena che prende appunto il nome di “panic selling” e che si traduce sui grafici con grandi e pesanti candele ribassiste. Ci sono poi ancora due aspetti che contribuiscono a muovere i prezzi e che sono l’organizzazione di eventi e meeting e la speculazione; per quanto riguarda il primo punto, l’organizzazione di eventi, questi possono impattare sui prezzi perché permettono a nuove persone di venire a conoscenza di determinati progetti per cui, nei casi in cui queste persone dispongano di grande liquidità, questo può favorire un rialzo. Non sempre i meeting provocano un effetto sui prezzi, non tutti gli eventi hanno la stessa rilevanza, ma quando lo fanno il movimento è praticamente sempre di natura rialzista. Non sarebbe infine corretto chiudere questo articolo senza dedicare qualche parola ai fenomeni speculativi, soprattutto perché il mercato delle cripto è soggetto a un fenomeno (illegale sui mercati regolamentari) chiamato “pump and dump”; quello che succede in questi casi è che alcuni soggetti, dotati di grande liquidità, iniziano ad accumulare monete quando ancora quotano a un prezzo molto basso, quindi, terminata la fase di accumulazione, iniziano a comprare (senza che vi sia un reale motivo) per favorire la rottura delle resistenze. Una volta che le resistenze sono rotte arrivano tutti gli altri trader che tentano di cavalcare quello che sembra un trend rialzista ed è a questo punto che gli speculatori iniziano a vendere, sfruttando l’avidità degli altri trader per realizzare profitti; quando gli autori del pump and dump hanno terminato di vendere le monete precedentemente accumulate ecco che la liquidità improvvisamente scompare e non essendoci più alcun flusso di denaro a sostenere il prezzo questo precipita lasciando i malcapitati col proverbiale cerino in mano. Per evitare di finire preda di questo tipo di speculazioni i trader più esperti si danno delle regole, prima tra tutte quella di non comprare mai durante i pump (quando cioè la volatilità esplode in maniera irrazionale) e di operare solo con quelle criptovalute che sono normalmente sostenute da volumi alti; è infatti impossibile provocare un pump and dump su una cripto come bitcoin, che movimenta ogni giorno milioni di dollari, mentre è molto facile farlo su una criptovaluta che movimenta poche migliaia di dollari. Ecco spiegato perché i maggiori trader che potete seguire sui social si concentrano quasi sempre su un piccolo gruppo di monete che sono poi, immancabilmente, quelle a maggior capitalizzazione; se sei un trader alle prime armi, quindi, dovresti seguire il loro esempio, concentrandoti su un piccolo gruppo di criptovalute (quattro o cinque possono bastare), osservandone i movimenti più volte al giorno, di modo da essere sempre pronto a cavalcare un trend rialzista non appena si manifesta.