Plouton Group sbarca in California e costruirà la più grande mining farm solare del nord America

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Plouton Group è una società finanziaria americana attiva nel settore degli asset finanziari alternativi; dato il suo core business non avrebbe mai potuto restare fuori dalla rivoluzione blockchain ed infatti il suo ramo criptovalute ha fondato una delle maggiori farm americane, PM (Plouton Mining). Come riferito con un post ufficiale sul sito della holding PM ha acquistato un terreno in California dove sorgerà la più grande miniera bitcoin alimentata ad energia solare di tutto il nord America; stiamo parlando di un appezzamento di terreno che verrà ricoperto con la bellezza di 49 ettari di pannelli solari, un impianto che avrà la capacità di generare dai dieci ai tredici megawatt di elettricità al giorno. Ramak J. Sedigh, a capo dell’operazione, ha dichiarato che l’intenzione è di stipulare contratti ad hoc con i fornitori locali per la quota restate di energia necessaria (circa il 30% del fabbisogno) ed ha dichiarato che:

“La combinazione preminente di natura e tecnologia introdurrà la prossima fase dell’evoluzione del mining di criptovalute, realizzando la promessa di Bitcoin come una rete di transazioni decentralizzate e sostenibili”

Ci sarebbe da sperare che una notizia di questo tipo sappia finalmente ridimensionare le fake news sulla presunta catastrofe ambientale provocata dal mining di bitcoin, ma purtroppo, in tutta sincerità, non ci scommetterei sopra nemmeno un euro; possiamo quindi aspettarci che la stampa mainstream italiana snobberà bellamente questa notizia e proseguirà nella sua opera di mistificazione della realtà a blaterare di catastrofe ambientale. La verità è che le criptovalute, proprio per la propria fame di energia a basso costo, saranno uno strumento fondamentale per ridurre l’impatto ambientale dell’attività finanziaria così come attualmente la conosciamo. Centinaia di migliaia di filiali di banche sparse ovunque nel mondo, coi loro sistemi informatici che consumano una mole stratosferica di elettricità (questa si prodotta con idrocarburi) e coi loro impianti di climatizzazione hanno davvero un impatto ambientale devastante, mentre il futuro delle criptovalute passa inevitabilmente attraverso il ricorso massiccio alle energie rinnovabili, le sole fonti di energia disponibili a costi abbastanza contenuti da rendere profittevole l’attività di mining. Questa è, in definitiva, la verità che la stampa mainstream sta tentando con tutte le forze di occultare, una verità che si fonda sui fatti, non sulle mistificazioni fatte manipolando i dati; la verità, certificata da innumerevoli report, dalle notizie che ci arrivano ogni giorno da ogni parte del mondo, è che le criptovalute non rappresentano un rischio per l’ambiente ma sono anzi degli strumenti fondamentali per ridurre l’impatto ambientale delle attività legate al mondo della finanza e dell’economia. Questi sono i fatti e non importa quanto a lungo ancora i giornali di questo paese continueranno a raccontarci ogni genere di imbecillità per convincerci del contrario, i fatti restano fatti e le imbecillità contano zero.