Picco nella dimensione dei blocchi bitcoin, si tema un attacco spam

bitcoin da satellite

A causare l’improvvisa impennata della dimensione dei blocchi è stata VeriBlock, una piattaforma di servizi blockchain che utilizza un protocollo di consenso proprietario denominato “proof of proof” al fine di utilizzare la potenza di calcolo della rete bitcoin per convalidare blocchi su altre catene; secondo quanto si apprende l’azienda avrebbe generato, nelle ultime 24 ore, almeno un quarto delle transazioni (pari a quasi 70mila transazioni) validate dalla rete bitcoin, la conferma è arrivata poi via twitter dalla stessa VeriBlock. Secondo un’analisi prodotta da WallChain, noto fornitore di statistiche, l’azienda sarebbe responsabile da sola dell’improvvisa impennata delle dimensioni dei blocchi bitcoin passata, tra il 13 e il 14 luglio, da 1mb a circa 3mb, producendo una sorta di record storico essendo questa media la più alta mai registrata sino ad ora. A far temere che quella di VeriBlock non sia un’attività legittima ma una sorta di attacco spam è il fatto che il grosso delle transazioni che va a generare non sono neanche autentiche, tuttavia l’azienda nega ogni addebito e continua a sostenere che la sua attività sia perfettamente legittima. Per adesso la cosa non ha provocato particolari scompensi, il costo delle commissioni è rimasto in linea di massima inalterato ne la rete pare essere particolarmente congestionata; tuttavia questa notizia apre scenari abbastanza preoccupati dal momento che dimostra quanto sia facile attaccare la rete in questo modo. I motivi per cui certi soggetti potrebbero avere una qualche utilità nel comportarsi in questo modo sono innumerevoli, un attacco del genere potrebbe essere motivato dalla volontà di monete concorrenti di screditare bitcoin, così come pure un obiettivo simile potrebbe essere perseguito da alcuni governi; anche alcuni minatori potrebbero avere i loro interessi a provocare problemi di questo genere, andando a saturare i blocchi con spam e transazioni finte. Per adesso la situazione è ancora sotto controllo, ma è chiaro che una serie di attacchi di questo tipo potrebbe rendere la vita molto dura agli utenti, i quali potrebbero vedersi allungare i tempi per effettuare una transazione ed essere costretti a pagare commissioni maggiori; d’altro canto fatti come questo dimostrano come l’esistenza di una moltitudine di monete decentralizzate sia un vantaggio non da poco per l’intero ecosistema, dal momento che è poco probabile immaginare che possano partire contemporaneamente attacchi di questo tipo su tutte le centinaia di criptovalute attualmente presenti sul mercato. Del resto, come dicono gli americani, mettere tutte le proprie uova nello stesso paniere quasi mai è una buona idea; attualmente, per concludere, le cose sono sotto controllo, nel caso la rete dovesse effettivamente congestionarsi, però, gli utenti avranno comunque solo l’imbarazzo della scelta su quale moneta scegliere per movimentare i propri fondi, almeno per quanto riguarda quelli depositati sulle piattaforme di scambio mentre per quelli custoditi sui propri dispositivi, beh, anche in questo caso gli utenti, specie quelli più scafati, conoscono bene la necessità di diversificare i propri portafogli.