Perché i miliardari comprano Bitcoin?

Bitcoin

Da oggetto misterioso a prodotto finanziario da avere in portafoglio. È il percorso del Bitcoin degli ultimi anni. Inizialmente visto come un prodotto di nicchia, comprensibile solo a poche persone, poi man mano che le persone lo hanno imparato a conoscere ha subito anche diverse accuse.

C’è chi lo ha definito una bolla, una truffa, un prodotto senza valore. Oggi invece sembra che molti si stanno ricredendo, soprattutto miliardari che hanno deciso di comprare Bitcoin e probabilmente l’impennata che si è vista nel novembre del 2020 è frutto proprio di questo interesse.

Oggi il Bitcoin è un asset finanziario negoziato su diverse piattaforme, in alcuni casi con i CFD, dove il BTC è un asset sottostante di un prodotto derivato, in altri casi comprando Bitcoin e conservarli nel proprio wallet elettronico.

Bitcoin in rialzo del +55%, entrano grandi investitori?

Il Bitcoin nel momento della stesura dell’articolo viaggia sui 15.500$, un numero considerato molto elevato, basti pensare che il massimo storico è di circa 20.000$, raggiunto nel dicembre del 2017.

Solo nei primi di settembre, meno di tre mesi fa, il Bitcoin era quotato a 10.000$, possiamo dunque affermare che il BTC sia cresciuto del 55% in poco più di due mesi.

Il Bitcoin era inoltre già in ascesa, il minimo del 2020 è pari a 3.900$ a marzo, alla diffusione capillare dell’epidemia da coronavirus, conosciuta come Covid-19.

Negli ultimi mesi c’è stata una però una significativa differenza. Sono entrate grandi quantità di denaro probabilmente da investitori istituzionali, istituti bancari, fondi e società interessate al mondo crypto.

Secondo Glassnode il numero di indirizzi con più di 100 BTC ha raggiunto il suo record degli ultimi 7 mesi, pari a 16.271.

L’interesse dei miliardari al Bitcoin ha portato a un notevole aumento del prezzo e il trend di crescita sembra essere stabile, almeno per il momento.

Un miliardario ne ha parlato pubblicamente in un’intervista alla CNBC, ma ne parleremo nel prossimo paragrafo.

Stanley Druckenmiller compra Bitcoin

Il miliardario Stanley Druckenmiller ha dichiarato di aver comprato Bitcoin e che si tratta di uno dei migliori asset.

L’investitore statunitense ha spiegato che per combattere l’inflazione sarebbe opportuno avere nel proprio portafoglio di investimenti una buona porzione di oro, ma anche di Bitcoin.

In passato Druckenmiller aveva affermato che l’eccessiva volatilità del Bitcoin sarebbe potuta essere un problema e che non avrebbe mai investito un dollaro sul BTC, dunque sembra essersi ricreduto.

Non parliamo di un investitore qualsiasi, il patrimonio di Stanley Druckenmiller è di circa 4,4 miliardi di dollari. Il suo parere potrebbe quindi avere un’autorevolezza non di secondo livello.

Bitcoin come l’oro?

Secondo Druckenmiller il Bitcoin può diventare un asset importante da tenere in portafoglio, soprattutto per le prossime generazioni.

L’investitore spiega che il vantaggio del Bitcoin è che il suo mercato è illiquido e per questa ragione potrà essere in futuro un investimento migliore dell’oro (specifichiamo che attualmente Druckenmiller detiene più oro che Bitcoin).

Il mercato del BTC è illiquido soprattutto per l’ampia volatilità, ma Druckenmiller è famoso per essere un trader esperto sui future con leva finanziaria.

Che il Bitcoin possa diventare il nuovo oro 2.0 non è improbabile, molto dipenderà dalla stabilità futura dei prezzi e la capacità del BTC di attirare investitori e quindi di assumere il ruolo di bene rifugio.

Bitcoin un bene limitato

Un vantaggio del Bitcoin è la sua quantità limitata, che è stata già fissata a 21 miliardi. In un certo senso questo discorso lo accumuna all’oro, anch’esso limitato in natura e anche per questo motivo molto ricercato.

Ricordiamo inoltre che ogni 4 anni viene eseguito l’halving del Bitcoin, dove viene dimezzata la ricompensa per i miner che risolvono i blocchi del Bitcoin. Verranno “creati” sempre meno Bitcoin e di conseguenza quelli attualmente presenti aumenteranno di valore.

Tutto ciò potrebbe accadere se la domanda di Bitcoin dovesse rimanere invariata o dovesse aumentare. Il “brand” del Bitcoin è però in espansione, soprattutto se consideriamo la crescita della quotazione dalla nascita, ad eccezione della decrescita del 2018 e altri periodi relativamente brevi.

Diversificazione e inflazione

Il Bitcoin può essere considerato un asset strategico nella lotta contro gli effetti dell’inflazione. Questo ruolo è da sempre assunto dall’oro e dai metalli preziosi, ma non è escluso che il cosiddetto “oro digitale” possa prendere terreno.

Druckenmiller ha spiegato che in un portafoglio diversificato può esserci spazio per il Bitcoin.

Possibile che altri investitori lo possano seguire? Al momento una gran quantità di denaro è stata immessa nel mercato del Bitcoin, che sia solo un rialzo temporaneo o una nuova corsa verso nuovi record?

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