Nuovo record negativo di Bitcoin (BTC) che scende al di sotto della soglia dei 30.000 dollari per la prima volta da luglio 2021

Non è cambiato il trend del prezzo di Bitcoin (BTC) che continua a perdere terreno e finisce per innescare un’ondata di panic selling. Il nuovo calo ha portato il prezzo della prima crypto per capitalizzazione di mercato al di sotto della soglia dei 30.000 dollari, un livello che non veniva toccato dal luglio 2021.

Nelle ultime 24 ore infatti il prezzo di Bitcoin è sceso del -11% circa, ed ora la quotazione è inferiore del 55% rispetto al massimo storico registrato nel novembre 2021, quando BTC aveva superato i 69k dollari.

Crollo del mercato crypto? In calo anche le altre monete più importanti

Non è solo Bitcoin a registrare un netto calo di valore, ma anche altre importanti criptovalute stanno seguendo lo stesso trend ribassista in questi giorni.

Registrano cali con percentuali a due cifre anche Cardano (-20%), Solana (-16%), Ripple (-13%), BNB (-16%) e naturalmente Ethereum (ETH) con il suo tutto sommato contenuto -10%.

L’intero mercato delle criptovalute è in netto calo, avendo registrato nelle ultime 24 ore un -13%. Ora la capitalizzazione di mercato si attesta intorno agli 1.370 miliardi di dollari, ed è il livello più basso registrato nel 2022.

Non va molto meglio alle stablecoin, con Terra USD che ha perso il suo ancoraggio 1:1 con il dollaro USA.

Il mercato crypto sempre più legato al mercato azionario

Il primo elemento interessante che emerge dall’analisi dell’andamento del mercato delle criptovalute riguarda la correlazione sempre più stretta tra i prezzi di BTC e delle altre crypto e quello degli asset del mercato azionario.

Un rapporto sempre più stretto nell’ultimo anno dal momento che le istituzioni sono ‘saltate a bordo’. Abbiamo quindi Wall Street che sta attraversando una fase caratterizzata da particolare instabilità con le azioni tech che continuano a seguire un trend di vendita e l’indice Nasdaq che perde il -4,2%.

Ma a cosa è dovuta questa fase negativa? In parte sembra legata al nervosismo per la determinazione con cui la Federal Reserve ha deciso di reprimere l’inflazione, che è al suo livello più alto dagli anni ’80.

È della scorsa settimana infatti l’annuncio della Fed dell’aumento del tasso di interesse di 50 punti base, accompagnato dall’impegno di ridurre le sue partecipazioni. Questo vuol dire che invece di acquistare obbligazioni per stimolare l’economia la Fed venderà obbligazioni per scongiurare l’inflazione.

La notizia aveva in un primo momento innescato una reazione positiva da parte dei mercati, e anche il prezzo delle criptovalute sembrava imboccare un trend rialzista. Questo perché sulla base delle aspettative pre-annuncio la stretta monetaria risultava meno aggressiva, ma si è trattato di un fuoco di paglia e da venerdì in poi i mercati sono in netto calo.

Per quanto riguarda in particolare il mercato delle criptovalute, ad incidere è anche la decisione di Luna Foundation Guard di svuotare le risereve di Bitcoin per 750 milioni di dollari allo scopo di sostenere la stablecoin LUNA di Terra.

Con uno dei più grandi portafogli di Bitcoin che immette nel mercato aperto una tale quantità di BTC si è ottenuto l’effetto di una forte pressione al ribasso sul prezzo. Ma le conseguenze non sono ricadute solo sulla crypto numero 1, bensì anche sulla stessa LUNA che nel giro di 24 ore ha perso oltre il -31%.

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