ONU: bitcoin e criptovalute favoriscono la pedofilia internazionale

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A sostenerlo è un alto funzionario delle nazioni unite, Neil Walsh, capo del braccio per la lotta alla criminalità informatica e al riciclaggio di denaro dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine; secondo Walsh l’anonimato offerto da alcune cripto e lo pseudo-anonimato di bitcoin favoriscono la pedofilia internazionale che sfrutta proprio queste caratteristiche delle criptovalute per agire nell’ombra. Entrando più nello specifico Walsh ha dichiarato che:

“Quando aggiungi un livello crittografato che è anonimo o pseudo-anonimo, allora è molto difficile per gli investigatori contrastare crimini come la pedofilia, rende davvero più facile per i cattivi fare ciò che fanno, e questo crea rischi, soprattutto per i nostri figli “.

La notizia, fondamentalmente, è tutta qui e non vi nascondo che quando ne sono venuto al corrente mi è salito il sangue agli occhi; tutto questo è assolutamente folle, sconclusionato e fuori dalla realtà. Dal momento che tutti i siti di settore hanno pensato bene di dare copertura alla notizia ma non di demolirla spiegando per quale motivo le affermazioni di Walsh sono assolutamente sconclusionate e figlie di mistificazioni della realtà ci penseremo noi di ValuteVirtuali (come al solito mi verrebbe da dire). Andiamo con ordine, per prima cosa quando parliamo di pedofilia internazionale parliamo sostanzialmente di quel fenomeno noto come “turismo sessuale”; in pratica quello che succede è che i ricchi occidentali viaggiano nei paesi più poveri del mondo in cerca di bambini e ragazzini da abusare. Walsh mistifica la realtà dei fatti perché finge di non sapere che certe transazioni si regolano in contanti ed il contante offre un livello di anonimato che non è assolutamente paragonabile a nessuna criptovaluta; in paesi del mondo dove il reddito medio di una famiglia non arriva a 10$ al mese (scusate la crudezza delle affermazioni a seguire) puoi comprarti un bambino con pochi dollari, non serve certo bitcoin. Un turista sessuale che partisse per un viaggio di un mese potrebbe sollazzare tutti i suoi più bassi e schifosi istinti con appena un centinaio di dollari; credete che abbia bisogno delle cripto per fare questo? No, e per altro usando le cripto, indipendentemente da quanto siano anonime, rischierebbe comunque di essere scoperto mentre col contante resta perfettamente al sicuro; stiamo parlando di persone che queste cose le sanno benissimo e mi riferisco sia ai pedofili (che stanno sempre molto attenti a non farsi scoprire) sia allo stesso Walsh che si occupa di contrastare questi fenomeni per mestiere. C’è però un altro particolare, molto più grave di quello di cui abbiamo discusso fino adesso, che mi ha fatto schizzare il sangue al cervello quando ho letto di queste dichiarazioni; non tutti lo sanno, ma negli ultimi anni l’ONU è stato coinvolto in una marea di scandali che vedono coinvolti suoi funzionari nel traffico di minori. Gli scandali che vedono le nazioni unite coinvolte con la pedofilia non si contano, qui di seguito vi cito alcuni articoli di giornale:

Articolo di repubblica, del quale voglio citare il seguente stralcio:

Dossier-choc sull’Onu, sesso in cambio di cibo: l‘indagine ha anche appurato le cifre pagate dagli operatori: una ragazza liberiana ha ottenuto 10 centesimi di euro”

Davvero credete che ci sia bisogno delle criptovalute per regolare una transazione da 0,10€?

Articolo apparso su “il foglio” il 16 febbraio 2014:

I pedofili dell’Onu: quella a Bamako, in Mali, doveva essere una grande spedizione umanitaria sotto l’egida dell’Onu. Ma nella città di Gao, nord-est del paese, i Caschi blu delle Nazioni Unite sono stati trovati a molestare bambini del posto”

Il giornale, 21 febbraio 2018:

Arrestato per pedofilia il difensore dei bambini all’Onu Scandalo pedofilia anche all’interno della più grande organizzazione non governativa. Il Regno Unito è sotto choc”

11 Agosto 2017, articolo su eastwest.eu

“La violenza sessuale e la pedofilia dentro alle Nazioni Unite”

Chiudo quindi questo post con una domanda, invece che, come al solito, con le mie riflessioni personali; una domanda alla quale invito i nostri lettori a trovare una risposta che sia valida per loro:

Alla luce di tutto quanto detto davvero possiamo considerare anche solo minimamente credibili le accuse di Neil Walsh?