La proposta del governo di El Salvador per il lancio di obbligazioni Bitcoin rischia di affondare e con essa il tentativo di rilanciare l’economia del Paese sfruttando BTC

Il progetto di partenza del governo di El Salvador sarebbe quello di far ripartire l’economia del Paese scommettendo anche sul mercato delle criptovalute, ma la strada si presenta in salita e ricca di ostacoli.

Il dialogo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sembra proprio essersi arenato, tanto da far pensare che l’idea di far nascere un Paese esentasse grazie ad obbligazioni garantite da Bitcoin sia ormai del tutto irrealistica, con grande delusione dei massimalisti di BTC.

La trattativa con il FMI è “praticamente morta”

Che trovare un accordo con il FMI sarebbe stato difficile era chiaro a tutti, specie dopo che aveva chiesto allo Stato di El Salvador di revocare la sua legge sui Bitcoin, in seguito all’introduzione della quale il Paese avrebbe perso l’assistenza finanziaria del Fondo.

L’accordo non c’è stato infatti, e sono sempre di più coloro che ritengono che non ci sarà nemmeno in futuro, compreso l’ex presidente della Banca Centrale di El Salvador, Carlos Acevedo.

È stato proprio lui in questi giorni a dichiarare che inseguire con ostinazione una soluzione basata su Bitcoin ha avuto un costo molto alto per il Paese, ed ha “ucciso” le relazioni con il FMI rendendo virtualmente impossibile l’emissione di obbligazioni di questo tipo.

Acevedo ha recentemente dichiarato che “la trattativa con il Fondo è praticamente morta. Dovrebbe essere rianimata”. L’ex presidente della banca centrale del Paese si riferiva agli sforzi del governo per rinegoziare il debito che El Salvador ha contratto con l’FMI, aggiungendo poi che “l’emissione dei Volcano bonds è un’altra questione che sta diventando sempre più complicata”.

Per il FMI gli strumenti decentralizzati possono destabilizzare i mercati

Da parte del Fondo Monetario Internazionale, come era facilmente prevedibile, non c’è stato un approccio particolarmente crypto-friendly. Era il mese di aprile quando il FMI ha pubblicato un rapporto nel quale affermava che strumenti decentralizzati come Bitcoin e DeFi potrebbero destabilizzare i mercati, specialmente se l’adozione di prodotti e servizi crypto si espande.

Ricordiamo che quando parliamo di DeFi ci riferiamo a prodotti basati su blockchain che permettono di scambiare, prendere e dare in prestito asset digitali senza bisogno di una terza parte nel ruolo di intermediario, cioè senza bisogno del sistema bancario.

Secondo il rapporto del FMI il prestito DeFi “potrebbe essere presto esteso a una più ampia varietà di attività finanziarie, come prestiti ipotecari, finanziamenti al consumo e via dicendo”.

Bukele pronto a emettere 1 miliardo di dollari in obbligazioni Bitcoin

Il presidente dello Stato di El Salvarod, Nayib Bukele, sta cercando di emettere circa 1 miliardo di dollari in obbligazioni Bitcoin, o le cosiddette obbligazioni Vulcano (Volcano-bonds). Titoli di debito pubblico che pagherebbero un tasso di interesse annuo del 6,5% e avrebbero un lockup di cinque anni, che sarebbero garantiti dal Bitcoin invece che da una valuta fiat.

Un’idea che aveva entusiasmato alcuni sostenitori del Bitcoin inizialmente, ma che in seguito si è rivelata una strategia di investimento piuttosto contraddittoria. I titoli di Stato sono infatti considerati investimenti sicuri in quanto a basso rischio e con bassa volatilità, ma un eventuale calo significativo del prezzo di Bitcoin (BTC) si tradurrebbe in un elevato rischio di default.

Ed è proprio sulla base di questa prospettiva che tre mesi fa l’agenzia di rating Moody ha declassato il rating creditizio dello Stato di El Salvador, cosa che ha inciso in modo tutt’altro che positivo sull’andamento del progetto. Potrebbero quindi guardare a questi bonds solo investitori con una maggiore propensione al rischio.

Ed ecco che ci troviamo di fronte ad un primo ritardo sulla tabella di marcia, con le prime obbligazioni garantite da Bitcoin che invece di essere emesse a marzo verranno emesse intorno a settembre. Il ministro delle finanze di El Salvador, Alejandro Zelaya ha tuttavia spiegato che questo ritardo è dovuto alla mancanza di condizioni favorevoli, mentre il presidente Bukele ha affermato che è stato necessario dare la priorità ad altre riforme.

Ma l’ex presidente della banca centrale del Paese descrive una situazione diversa. “Prima hanno detto che sarebbe stato a gennaio, poi a marzo, poi hanno detto che la legge sugli asset digitali non era pronta, poi che la priorità erano le pensioni, ora la questione della sicurezza” ha puntualizzato Carlos Acevedo “credo che il governo si sia reso conto che non c’è abbastanza interesse nei mercati”.

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