Nuova apertura della Corea del Sud alle criptovalute, al via uno studio della banca centrale su una cripto di stato

Che la Corea del Sud sia uno dei paesi più amichevoli nei confronti delle criptovalute è cosa ampiamente nota, non stupisce quindi che la banca centrale del paese abbia deciso di dare vita a una task force che si occuperà di valutare la possibilità di emettere una CBDC, in pratica una criptovaluta garantita dalla stessa banca centrale. Il 2019 è stato l’anno in cui è esplosa l’attenzione da parte dei governi nei confronti delle monete crittografate, attenzione che però non si è tradotta in uno sdoganamento di questi strumenti ma nell’avvio di ricerche e sperimentazioni su monete garantite dalle istituzioni. Non ha per tanto meravigliato nessuno scoprire che nel documento sulla politica monetaria per il 2020, diffuso proprio oggi, la banca centrale sudcoreana ha predisposto le basi per un esame completo dell’impatto che l’emissione di una CBDC potrebbe avere sull’economia del paese; la cosa realmente interessante, però, è che all’interno di questa iniziativa è previsto anche un programma di reclutamento attraverso il quale la banca centrale punta ad assumere i maggiori esperti di crittografia del paese. Questo aspetto denota la serietà delle istituzioni sudcoreane, mentre infatti in Europa questo genere di lavori è spesso affidato ad economisti, anche di fama, che però nulla o quasi nulla conoscono di crittografia, in Sud Corea tali ricerche verranno affidate ad esperti del settore, come giusto e naturale che sia; contestualmente la banca centrale sudcoreana punta a coordinarsi col BRI (quella che semplificando viene definita la banca centrale delle banche centrali) per aprire una discussione relativa ai regolamenti necessari per normare l’ecosistema crittografico a livello globale.

Altro aspetto interessante riguarda il fatto che già nel gennaio di quest’anno la banca centrale sudcoreana aveva dichiarato di aver esaminato accuratamente i possibili benefici dell’emissione di una CBDC concludendo che non c’erano motivi validi per muoversi in questa direzione; queste conclusioni riguardavano però più strettamente l’emissione di una moneta crittografica il cui uso sarebbe stato esteso a tutta la popolazione, attualmente sembra invece che molte istituzioni a livello globale, come la stessa banca centrale sudcoreana, si siano orientate ad esplorare l’impatto causato dall’emissione di una CBDC il cui uso rimarrebbe appannaggio esclusivo delle stesse istituzioni e dei grandi operatori finanziari qualificati. L’idea è quindi quella di emettere una CBDC il cui uso rimarrebbe limitato agli spostamenti di grandi volumi di denaro a livello internazionale, riducendo costi e burocrazia; staremo a vedere come evolveranno le cose, la sensazione è però che gli anni ‘20 che stanno per iniziare segneranno il passaggio definitivo alla cripto-economia e che, col tempo, alla fine non solo le CBDC verranno emesse ma andranno anche inevitabilmente a sostituire il denaro così come l’abbiamo sempre conosciuto.