McAfee lancia le carte di debito anonime in criptovalute

Non è la prima volta che ci occupiamo di John McAfee, personaggio molto ambiguo nel mondo della tecnologia, creatore dell’omonimo antivirus, grande appassionato di criptovalute (e di armi, tra le altre cose), capace di calamitare enormi simpatie ed altrettanto astio ed attualmente in corsa (eh già), per le presidenziali USA del 2020 (e se vincesse ci garantirebbe 4 anni di grasse rissate, questo è poco ma è sicuro). Qualche tempo fa avevamo parlato del vecchio John per il lancio di un gioco per smartphone che ricompensa gli utenti con bitcoin, oggi lo facciamo perché sta facendo molto discutere il suo progetto di una carta di debito per criptovalute che fa dell’anonimato il suo core business. Nella prima settimana di maggio McAfee aveva comunicato ai suoi follower con un tweet di aver completato la prima transazione con la sua carta di debito per cripto; secondo quanto riferisce lo stesso McAfee di questa nuova carta sarà disponibile sia una versione su circuito Visa che una su circuito Mastercard, gli utenti dovranno fornire solo il loro nominativo per acquistarla e l’indirizzo presso cui desiderano che gli venga recapitata. Non si sa molto di questo progetto se non che stando al modo in cui è stato presentato lascia alquanto spiazzati; com’è possibile usare una carta che non rispetta le norme antiriciclaggio? Com’è possibile garantire l’anonimato delle transazioni usando circuiti come Visa e Mastercard? Mi verrebbe da consigliare a McAfee di desistere da questo suo progetto, onde evitare grossi guai con le autorità statunitensi, ma questo personaggio ha già dimostrato tantissime volte che nonostante la sua “originalità” sa quasi sempre cosa sta facendo e ci ha abituati a portare in porto i suoi progetti con grande ostinazione. Se dovesse riuscire a rispettare le sue promesse un prodotto del genere, c’è da starne certi, riscuoterebbe un enorme successo a livello internazionale e molti bitcoiners, infatti, sono abbastanza su di giri per questa notizia. Le perplessità comunque non sono poche, ad esempio, in che modo può mai essere anonima una carta per ritirare la quale dobbiamo comunque rilasciare il nostro nome e cognome? Sarà possibile fornire generalità false e pseudonimi o ci saranno controlli formali sulla base della normativa KYC? E mi fermo qui solo per non dilungarmi troppo, dal momento che di dubbi ce ne sono parecchi e che il progetto, per quanto sembri ben avviato, è ancora avvolto da un alone di mistero. Conoscendo McAfee avremo sicuramente modo di tornare su questa faccenda in futuro, magari quando le prime carte verranno spedite agli utenti che potranno così iniziare a testarle e recensire, fino a quel momento ci toccherà accontentarci delle indiscrezioni che lo stesso McAfee mette in circolo sui social.