Le criptovalute sono la migliore soluzione per ripristinare i sistemi di pagamento dopo i disastri naturali

Blockchain

Come abbiamo scritto in un vecchio post di fine maggio le Bahamas hanno in cantiere un progetto per il lancio di una propria CBDC (criptovaluta garantita dalla banca centrale) entro la fine dell’anno; a svelare il motivo per cui il paese ha deciso di muoversi in questa direzione è Jhon Rolle, governatore della CBOB (la banca centrale delle Bahamas) che in un recente discorso a Sandals Emerald Bay, nel corso dell’Exuma Business Outlook, ha spiegato che le criptovalute sono attualmente viste come il modo migliore per far fronte ai disastri naturali dal momento che permettono di ripristinare molto velocemente il sistema di pagamenti, contrariamente a quanto accade col modello attuale. Ho trovato particolarmente interessante questa dichiarazione soprattutto alla luce del fatto che una delle obiezioni che più tipicamente mi viene posta da chi non conosce le cripto riguarda proprio il caso in cui andasse ko la rete elettrica o quella internet; difficile far capire a queste persone che una rete blockchain continua a funzionare comunque anche in questi casi, ma l’intervento di Jhon Rolle, si spera, permette finalmente di fare chiarezza. Il governatore della CBOB, infatti, ha spiegato che le valute digitali hanno la capacità di liberare il paese dalla dipendenza dai contanti, un aspetto che ha definito particolarmente utile per far fronte a un disastro naturale; Rolle evidenzia gli effetti che i disastri naturali hanno sul sistema bancario, rimarcando come intanto il denaro, nel caso di aiuti, debba essere distribuito e questo è un problema farlo col contante, in secondo luogo le banche stesse hanno bisogno di una catena di approvvigionamento del denaro contante per poter gestire i prelievi, catena che in caso di disastri naturali può arrestarsi per settimane, persino per mesi, lasciando le banche a secco di contante ed impedendo quindi alle persone di prelevare il proprio denaro. A conferma di tutto questo Rolle cita il caso di un recente uragano che ha colpito duramente il settore bancario del paese, con due banche in particolare (Abaco e Grand Bahamas) che hanno subito danni significativi alle proprie strutture fisiche dovendo così sospendere la propria attività; in determinati casi persino a distanza di mesi da un disastro naturale le reti elettriche nelle aree colpite rimangono inattive e questo impedisce alle banche di operare, lasciando le persone impossibilitate a prelevare il proprio denaro. Con una valuta digitale, invece, si possono mandare aiuti a pioggia ai cittadini colpiti inviandogli denaro direttamente sui loro wallet, la rete può facilmente e velocemente essere ripristinata e funzionare su un numero ridotto di nodi anche se alcune zone del paese continuano a restare senza elettricità, il sistema di pagamenti può essere ripristinato molto più agilmente di quanto non accada nel caso in cui dipenda dal comparto bancario. Persino nei casi in cui la rete internet dovesse cessare di funzionare, o per quelle zone non raggiunte da sufficiente larghezza di banda, le valute virtuali possono benissimo funzionare usando reti alternative come, ad esempio, succede già oggi con bitcoin le cui transazioni possono essere gestite anche per mezzo degli sms sfruttando apposite app o, addirittura, in casi estremi, usando una banale radio ad onde corte