L’ Uzbekistan vieta l’acquisto e la vendita di criptovalute, ma è una legge sostanzialmente inutile e inapplicabile

Secondo quanto riferito dal sito locale Novosti Uzbekistana il governo uzbeko ha vietato ai suoi cittadini l’acquisto, la vendita e anche la semplice detenzione di criptovalute; la notizia lascia un po’ spiazzati perché parliamo di un paese che in passato aveva dimostrato di avere una certa apertura nei confronti degli asset crittografici, tuttavia, evidentemente, c’è stato un cambio di rotta. Con il nuovo provvedimento rimane quindi illegale trasferire o possedere qualsiasi crypto asset di cui non sia possibile dimostrare l’origine, chi già detiene criptovalute, però, potrà comunque liberarsene vendendo presso gli unici due exchange autorizzati dal governo e solo dopo aver provveduto alla propria identificazione in ossequio alle norme antiriciclaggio. La situazione, a livello normativo, continua ad essere molto caotica, al netto di quanto accaduto in Uzbekistan è diventato comune per i governi di tutto il mondo avere un approccio schizofrenico sulle criptovalute, passando continuamente da posizioni di apertura a posizioni di chiusura totale. Chiaramente, come chiunque conosca il mercato sa benissimo, leggi di questo tipo sono completamente inapplicabili e, per tanto, inutili; agli utenti basterà accedere a delle VPN per aggirare i divieti normativi, per non parlare del fatto che ci sono ancora un sacco di exchange che offrono la possibilità di operare anonimamente; l’ultimo, in ordine di tempo, è stato poloniex che, come abbiamo spiegato in un articolo di ieri, darà presto vita a una nuova tipologia di account che potranno operare sulla piattaforma in maniera sostanzialmente anonima. Resta il problema della conversione da cripto a fiat, e viceversa, ma anche questo può essere facilmente risolto semplicemente sfruttando i numerosi escrow esistenti.

C’è comunque da star sicuri che qualcuno si troverà a pagare lo scotto di queste leggi ed è praticamente scontato che i governi che opteranno per un giro di vite pesante come quello voluto dal governo uzbeko dovranno necessariamente far calare la mannaia sulla testa di qualcuno per dimostrare che fanno sul serio; dubito però fortemente che questo possa servire a qualcosa o che possa in qualche modo fermare la comunità. L’abbiamo già visto in numerose altre occasioni, basti pensare allo streaming illegale o a un sito come silk road; nonostante gli arresti eccellenti, o la chiusura di un sito come napster, ne la pirateria ne la vendita di sostanze stupefacenti online si è mai arrestata. I governi, in altre parole, possono sicuramente ostacolare il processo di adesione di massa alle criptovalute, ma non potranno mai bloccarlo del tutto ne affossare il mercato; tutto questo, quindi, non fa che minare ulteriormente la credibilità di istituzioni che sono già ampiamente screditate e che non sembrano rendersi conto che leggi impossibili da applicare, come nel caso uzbeko, non faranno altro che dimostrare ai cittadini la completa inutilità di governi e istituzioni, finendo così inevitabilmente per rafforzare un fenomeno di portata globale che stanno tentando in ogni modo di bloccare senza però avere la minima possibilità di riuscirci.