John McAfee sta per lanciare uno scambio decentralizzato di criptovalute, la versione beta al via da lunedì

Ci occupiamo spesso di John McAfee, il padre dell’omonimo antivirus, perché è un esponente di spicco della comunità che sostiene da anni le criptovalute e i bitcoiners, nonostante le stranezze del personaggio, fino ad oggi lo hanno sempre supportato e sostenuto a loro volta in quasi tutte le sue iniziative; di conseguenza è presumibile che la sua nuova creatura, un exchange decentralizzato, finisca col riscuotere un discreto successo sin da subito. Ad annunciare il lancio di questa nuova piattaforma DEX è lo stesso McAfee con un tweet pubblicato qualche ora fa col quale ci informa che la versione beta dell’exchange sarà online a partire dal prossimo 7 ottobre (lunedì prossimo). McAfee ha promesso che non ci saranno restrizioni di alcuna natura, che non ci sarà alcuna normativa antiriciclaggio da rispettare e che i cripto-trader potranno operare in maniera completamente anonima. La nuova piattaforma si chiamerà McAfee Dex, in ossequio alla megalomania che caratterizza questo personaggio che, tra i tanti progetti in cantiere vanta anche una candidatura alla presidenza USA avanzata mentre al contempo offriva aiuto a Cuba per realizzare una cripto di stato, roba che non s’era mai vista prima negli Stati Uniti e che gli ha certamente fruttato ulteriori simpatie, è già raggiungibile all’indirizzo https://mcafeedex.com/. A far storcere il naso alla comunità, però, sono state le commissioni previste allo 0,25% per ogni ogni operazione, perfettamente sovrapponibili a quelle applicate dai maggiori exchange (centralizzati) ma che comunque hanno provocato reazioni alquanto negative da parte di alcuni dei suoi followers. Detto questo precisiamo che la mossa di McAfee è degna di un kamikaze, per questo anche la comunità gli riserva così tante simpatie, il vecchio John, infatti, è da tempo ai ferri corti con le istituzioni USA, nonostante questo continua a provocarle senza alcun ritegno, dichiarando di pubblicamente di non aver pagato le tasse per anni, offrendo aiuto e supporto a Cuba in un momento storico in cui i rapporti tra l’isola e governo americano sono tornati ai minimi storici e, adesso, piazzandogli sotto il naso addirittura una piattaforma DEX proprio nel momento in cui le istituzioni americane, già in preda a una crisi isterica per Libra, stanno cercando di regolamentare il settore in modo tale da equipararlo e inglobarlo in quello bancario. Insomma, è impossibile non amare un uomo del genere, al netto della diversità di vedute e delle sparate che fin troppo spesso fa via social, il fatto di continuare a rifilare schiaffoni alle istituzioni del paese più potente del mondo, infischiandosene delle conseguenze (ha già subito un paio di arresti) non possono che fargli calamitare sempre più simpatie da parte della comunità.