Impatto negativo delle nuove regole antiriciclaggio in Europa, raffica di chiusure delle aziende blockchain

Non solo exchange e criptovalute anonime, a quanto pare le nuove regole antiriciclaggio che stanno per essere varate in Europa stanno già avendo un impatto estremamente negativo su numerose aziende blockchain del vecchio continente; già la settimana scorsa il processore di pagamenti BottlePay aveva annunciato la propria chiusura proprio in virtù dell’impossibilità di adeguarsi al nuovo quadro normativo, adesso, nel giro di poche ore, altre due aziende confermano di aver preso la stessa decisione. Sia ChopCoin, piattaforma di gaming, sia Simplecoin, una mining pool, hanno annunciato che chiuderanno battenti vista l’impossibilità di adeguarsi alle nuove regole KYC che verranno introdotte in Europa il prossimo anno e che sono poi il risultato del giro di vite voluto dal gruppo di azione finanziaria internazionale, o GAFI che dir si voglia. Se tali regole hanno un senso quando applicate agli scambi appare chiaro a chiunque che è semplicemente folle pretendere che vengano applicate anche a piattaforme di gaming o, peggio ancora, ai pool minerari; in particolare proprio Simplecoin ha dichiarato, a tal proposito, che:

Quando le leggi entreranno in vigore, saremmo costretti a richiedere agli utenti di identificarsi per ottemperare alle nuove norme antiriciclaggio, il mining, però, dovrebbe essere disponibile a chiunque e ci rifiutiamo di mettere a repentaglio la privacy dei nostri utenti. Resta da vedere quale impatto avrà sui pool di mining e sullo spazio di criptovaluta nel suo insieme”

Non meno duro il comunicato di ChopCoin che, oltre a riaffermare l’importanza del proprio ruolo negli ultimi cinque anni, ribadisce il proprio rifiuto di procedere alla raccolta dei dati degli utenti affermando di preferire chiudere piuttosto che imporre alle persone di trasmettere i loro dati riservati. E’ comunque verosimile che le due aziende cerchino semplicemente una nuova sede legale presso cui operare, eludendo così gli obblighi di legge previsti in Europa. Sia ChopCoin sia Simplecoin hanno poi invitato gli utenti a prelevare i propri fondi, rispettivamente entro il 19 e il 20 dicembre prossimi, ed entrambe hanno promesso che procederanno alla completa cancellazione di tutti i dati degli utenti entro il prossimo primo gennaio. Chiaramente questo tipo di leggi impattano negativamente solo sulle aziende più piccole e meno strutturate, mentre i colossi del settore riusciranno comunque, più o meno facilmente, ad adeguarsi; resta che la comunità europea ha dimostrato ancora una volta la propria miopia, introducendo un quadro normativo senza preoccuparsi minimamente dell’impatto che tali leggi avranno su alcune attività economiche. Non può bastare, quindi, la nomina di Christine Lagarde per sperare che in UE si venga a instaurare un quadro normativo favorevole alla crescita dell’industria blockchain nel vecchio continente, tanto più in virtù del fatto che si fanno errori grossolani come, ad esempio, estendere le normative antiriciclaggio alle pool minerarie; poco male, in ogni caso, vorrà dire che le aziende blockchain si sposteranno verso paesi più accoglienti e che l’Europa finirà col rimanere indietro in questa nuova rivoluzione industriale come, d’altro canto, sta rimanendo indietro praticamente quasi da qualunque punto di vista, non solo economico ma anche, e forse soprattutto, politico.