I bancomat bitcoin sono illegali, per operare hanno bisogno di una licenza, al via il giro di vite in Nevada

I bancomat bitcoin stanno diventando un piccolo caso globale, dopo essersi diffusi rapidamente e a macchia d’olio in tutto il mondo sfruttando il vuoto normativo lasciato da legislatori perennemente in fase letargica adesso chi ha investito in questo settore si ritrova a dover subire i colpi sferrati dalle autorità; prima il Canada, con una proposta di legge avanzata dal sindaco di Vancouver che mira a rendere gli ATM bitcoin illegali, poi la Spagna, dove le autorità temono che i bancomat vengano usati per riciclare il denaro frutto dello spaccio, adesso ecco che arrivano a stretto giro di giostra le reazioni dei diversi stati americani. L’ultimo, in ordine di tempo, è lo stato del Nevada che nella giornata di Mercoledì 28 agosto ha diramato una comunicazione ufficiale, diffusa per mezzo dei media locali, in cui invita le società che operano nel settore degli ATM bitcoin a rivolgersi alle autorità. Il NFID (che è la divisione del dipartimento del commercio e dell’industria che si occupa degli istituti finanziari) ha infatti deciso che chi gestisce gli ATM bitcoin deve adeguarsi alle stesse leggi che regolano qualunque altra attività simile; più nello specifico le autorità del Nevada hanno dichiarato che:

“Qualsiasi entità che faciliti la trasmissione o detenzione di valuta legale o digitale a mezzo di bancomat, piattaforme di scambio, wallet per smartphone o qualsiasi altro mezzo, deve contattare l’NFID per richiedere un’apposita licenza”

Questo genere di prese di posizione non devono però stupire nessuno, è perfettamente naturale che le cose stiano evolvendo in questo modo e del resto non si può neanche pretendere che società private che operano per scopo di lucro replicando in tutto e per tutto l’operatività tipica di una banca vengano risparmiate dall’ottemperare a tutti quegli obblighi di legge cui le banche sono normalmente assoggettate. La cosa è ben diversa dal pretendere di regolamentare bitcoin come moneta, per il semplice fatto che bitcoin non appartiene a nessuno ed è decentralizzato, mentre quelle di cui stiamo parlando sono aziende a tutti gli effetti che, tra le altre cose, stanno anche facendo profitto molto importanti. Personalmente, quindi, credo sia giusto che le autorità regolamentino il mercato delle cripto almeno per quanto riguarda l’ambito aziendale, diverso invece il discorso per tutti quei progetti che, al contrario, hanno una natura chiaramente decentralizzata e alle spalle non hanno quindi una struttura aziendale ben definite, ma una comunità di persone in giro per il mondo che collaborano insieme per perseguire un obiettivo comune.