Gli USA devono creare una moneta crittografata su blockchain e indipendente, a sostenerlo è l’ex presidente della CFTC Giancarlo

Crypto-daddy is back! Giancarlo, ex presidente della CFTC statunitense, ha dichiarato in un’intervista rilasciata ieri al Wall Street Journal che il governo dovrebbe digitalizzare il dollaro realizzando una moneta su blockchain che sia indipendente dalle banche centrali. In altre parole Giancarlo ha impugnato la mazza da baseball e s’è messo a menare fendenti a destra e a manca, affermando che presto il dollaro americano potrebbe perdere la propria egemonia sui mercati anche a causa del fatto che gli USA stanno restando indietro rispetto a quei paesi che sono già pronti ad emettere una propria CBDC (e qui il riferimento alla Cina non è neanche poi così velato). Nell’intervista Giancarlo, noto nella comunità dei bitcoiners con l’appellativo di “cripto-daddy”, ha dichiarato che:

“Proponiamo un dollaro digitale, un protocollo blockchain emendato dalle influenze della politica, creato e gestito da un gruppo indipendente non governativo ma gestito da banche e altre organizzazioni di pagamento affidabili. I contanti introdotti nel sistema verrebbero scambiati con dollari statunitensi digitali su una blockchain e depositati in conti di deposito speciale gestiti dalla FED

Giancarlo ha poi sostenuto che questa moneta dovrebbe essere decentralizzata, intendendo con questo non già di creare qualcosa di simile a bitcoin ma semplicemente sostenendo la necessità di una moneta che sia fuori dal controllo del governo e della banca centrale che troppo spesso hanno dimostrato di cedere alla tentazione di usare la leva economica per ben altre finalità che non la semplice tenuta del sistema finanziario. Per rafforzare la propria convinzione che il dollaro sta rischiando di perdere la propria rilevanza sul mercato globale l’ex presidente della CFTC ha fatto l’esempio del declino della sterlina dopo la seconda guerra mondiale, spiegando che l’avvento di nuove monete digitali, emesse dai colossi tecnologici e dalle banche centrali di altri paesi finirà inevitabilmente per indebolire il dollaro se non verranno prese contromisure per evitare che questo accada. Ancora una volta, quindi, Giancarlo dimostra di essere una delle pochissime persone nelle istituzioni americane ad aver compreso il vero potenziale della tecnologia blockchain e di avere una visione di largo respiro sia sulle criticità che questa innovazione si trascina dietro sia delle opportunità che può aprire per quei paesi che sapranno come sfruttarne il potenziale. Tutto questo mentre le banche centrali inondano i mercati di liquidità tagliando i tassi nel tentativo di sostenere la bolla del mercato azionario, con effetti grotteschi e paradossali sull’economia reale sulla quale iniziano ormai chiaramente a spirare venti di recessione.