Criptovalute: Ripple apre una nuova sede a Washington DC, l’obbiettivo dichiarato è fare azione di lobbying

ripple analisi tecnica

E’ senza dubbio la criptovaluta più odiata dalla comunità, sostanzialmente centralizzata e controllata da un gruppo di banche attraverso il consorzio R3, c’è però da dire che XRP sta iniziando a giocare un ruolo molto importante all’interno dell’industria blockchain favorita dal fatto che la forma aziendale che sostiene ripple (e che è completamente assente in bitcoin) permette di fare operazioni che altrimenti non sarebbero possibili. L’ultimo caso, particolarmente importante, riguarda l’apertura di un nuovo ufficio a Washington, nella città che rappresenta il cuore delle istituzioni statunitensi, annunciata proprio nella giornata di oggi. L’idea è quella di rendere la nuova sede il quartier generale del team che si occupa di regolamentazione a livello globale e di intensificare gli sforzi per “educare” i politici sui vantaggi di questa tecnologia; siamo abbastanza smaliziati da sapere bene che usando il termine “educare” si intende chiaramente alludere a un’azione di lobbying che, come ogni tipo di azione di questo genere, verrà intrapresa anche attraverso l’affidamento di incarichi lavorativi e forme più o meno sofisticate di quella che noi in Europa chiamiamo “corruzione” ma che negli USA sono perfettamente legali. Per noi europei è sempre fonte di un certo sconcerto scoprire che persone che ricoprivano un incarico di un certo rilievo a livello governativo escano dalla scena politica assumendo incarichi in aziende private, la cosa però negli Stati Uniti è pienamente legittima e quando ho scoperto dell’apertura di una nuova sede a Washington da parte di Ripple ho avuto pochi dubbi in merito al fatto che è questa la strada che verrà intrapresa per “educare” i politici statunitensi ai vantaggi della tecnologia blockchain. Non è infatti un caso che negli ultimi mesi una persona del calibro di Craig Phillips (ex primo assistente del segretario al Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin) sia entrata a far parte del consiglio di amministrazione di Ripple; proprio Phillips ha affermato che la società intende dare maggiore “profondità” al team che si occuperà di offrire consulenza strategica sugli aspetti relativi alla regolamentazione man mano che l’azienda crescerà. Che cosa intende Phillips quando parla di “maggiore profondità”? Semplice, che l’attività di scouting tra gli alti funzionari governativi statunitensi non si è esaurita certo col suo ingresso in azienda, tra i vari nuovi membri della divisione che si occuperà dei regolamenti internazionali presso Ripple abbiamo infatti altre persone che hanno già ricoperto incarichi di un certo rilievo a livello governativo, come ad esempio Susan Friedman (consigliere senior di Heath Tarbert, attualmente presidente della CFTC, ai tempi in cui era segretario aggiunto per i mercati internazionali presso il Ministero del Tesoro) e Ron Hammond (ex assistente legislativo di Warren Davidson, di cui ci siamo già occupati essendo stato colui che ha guidato la stesura del Token Taxonomy Act). Insomma, Ripple sembra aver compreso, forse anche in virtù di quanto accaduto a facebook con libra, che è arrivato il momento di muoversi come una vera e propria industria ed iniziare un’azione di lobbying a tutto campo; non è infatti un caso che, oltre ad aver annunciato l’apertura di una nuova sede a Washington, l’azienda abbia anche rivelato di essere diventata membro della Blockchain Association, un’organizzazione di categoria che si propone di costruire relazioni solide tra le aziende del settore e le istituzioni federali statunitensi.