Criptovalute: l’Olanda inizierà a regolamentare il mercato a partire dal prossimo anno

A riferirlo è Reuters con un articolo pubblicato oggi in cui informa che la banca centrale olandese ha comunicato che, a partire dal gennaio 2020, intende dedicarsi a regolamentare il mercato delle criptovalute a partire dall’istituzione di un registro delle imprese che operano nel settore; nel comunicato stampa ufficiale si può leggere che:

“Le aziende che offrono servizi per lo scambio tra criptovalute e denaro fiat, nonchè i fornitori di criptovalute devono registrarsi presso la DNB.”

Già da tempo diversi politici del paese avevano sollecitato tanto il governo quando la stessa DNB (cioè la banca centrale olandese) a regolamentare il mercato delle cripto preoccupati dal rischio che tali strumenti vengano impiegati per riciclare denaro sporco. La possibilità di istituire un registro delle aziende attive nel paese e di subordinare la possibilità di operare legalmente all’ottenimento di una licenza ad hoc (come avviene in numerosi altri paesi del mondo) era stata vaticinata per la prima volta lo scorso gennaio nella consulenza che l’autorità nazionale per i mercati finanziari e la stessa DNB avevano rilasciato su richiesta del ministro Wopke Hoekstra (a capo del dicastero per l’economia). Quanto deciso in Olanda dimostra la sostanziale inutilità delle istituzioni europee nel guidare la politica comunitaria e la miopia delle stesse nel non comprendere che un settore del genere non può essere oggetto di regolamentazioni a macchia di leopardo senza generare storture e squilibri fra i paesi membri; si sta venendo quindi a replicare ciò che avviene già in ambito fiscale, coi vari paesi dell’UE che competono tra loro per mezzo del dumping. La stessa identica cosa avverrà nel fintech se non si avrà cura di dare vita a una regolamentazione comune del mercato delle criptovalute; basti pensare, ad esempio, che il Portogallo ha appena confermato che il trading di criptovalute non è tassato nel paese, contrariamente a quello che avviene in quasi tutti gli altri paesi, e questo chiaramente non potrà che indurre i trader a spostarsi in Portogallo con tutti gli squilibri che ne derivano.