Criptovalute: le audizioni presso la commissione per gli affari bancari USA lascia la politica spaccata in due

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Come stiamo scrivendo da qualche giorno sembra che la politica, a livello internazionale, in questo momento sia spaccata in due, divisa tra chi vorrebbe premere sul pedale dell’innovazione e chi invece guarda ancora con enorme diffidenza al mondo delle criptovalute; da questa divisione l’enorme mole di dichiarazioni pubbliche, spesso agli antipodi tra loro, che provengono dalle diverse istituzioni internazionali. In questi giorni, negli USA, erano in programma le audizioni presso la commissione affari bancari del concresso americano, audizioni che si sono concluse ieri 30 Luglio; alla luce di quanto emerso nel corso di tali audizioni ecco che la spaccatura nelle istituzioni americane appare quanto mai chiara. Il senatore Michael Crapo dell’Idaho, ad esempio, ha iniziato l’udienza dicendo che le criptovalute e la tecnologia blockchain sono inevitabili e potrebbero essere utili, sottolineando inoltre che gli Stati Uniti dovrebbero affermarsi come leader globale in questo settore e concludendo il suo intervento affermando che:

“Voglio che gli Stati Uniti rimangano all’avanguardia di questa tecnologia, che ha sia un potenziale incredibile che un rischio incredibile.”

Della stessa linea di pensiero la senatrice Catherine Marie Cortez Masto, del Nevada, che ha affermato di credere nel potenziale della blockchain e nell’importanza per gli USA di togliere alla Cina la sua leadership nel settore. Purtroppo, però, nelle stesse audizioni si affrontava anche la questione a libra, una moneta che neanche esiste ma che per molti (specie nel mondo politico) è diventata il prototipo ideale della criptovaluta; è proprio parlando di libra, quindi, che le posizioni più rigide verso il mondo delle cripto tra i politici USA vengono alla luce. Il senatore Sherrod Brown dell’Ohio, ad esempio, ha sottolineato come facebook abbia dimostrato più e più volte che non ci si può fidare di lei e ha concluso il suo intervento affermando che Facebook intende minare la stabilità del dollaro USA e dei sistemi di pagamento, nascondendosi dietro la parola innovazione. Un altro senatore, Nelson, ha invece sostenuto che libra potrebbe essere un passaggio epocale per la crescita del mercato delle cripto, senza mancare però di rilevare i problemi a livello normativo e sistemico che la sua introduzione porrebbe sul tavolo; per quanto riguarda invece le posizioni più critiche e rigide, che pure esistono all’interno del congresso americano, non hanno trovato particolare spazio nel corso delle audizioni. Ora, tutta questa divisione e indecisione politica, che caratterizza non solo gli USA ma tutti i paesi del blocco occidentale, rappresenta, a mio parere, un problema ancora più rilevante della mancanza di una regolamentazione chiara e precisa; anzi, proprio la confusione e l’indecisione all’interno del mondo politico sono il principale motivo per cui ancora in molti paesi manca una regolamentazione chiara sulle criptovalute. Dal momento che gli organi politici si ritrovano divisi tra chi crede in questa tecnologia e chi l’avversa, trovare una mediazione che permetta di legiferare in maniera accurata, regolamentando il settore, diventa estremamente complicato; utile sarebbe abbandonare ogni orientamento ideologico, sospendere il giudizio e tentare di scrivere le nuove norme per il settore nella maniera più scientifica e distaccata possibile, ma probabilmente sarebbe chiedere troppo alla politica. Intanto, mentre nei paesi del blocco occidentale non si riesce a superare la fase di stallo e si passa senza soluzione di continuità da dichiarazioni di puro terrorismo psicologico ad altre che promettono una rivoluzione epocale, altrove, nel mondo asiatico, le criptovalute continuano a diffondersi sempre di più, sono già oggi parte della realtà quotidiana e i governi le stanno regolamentando ormai da anni con prudenza e precisione. E’ proprio da questi piccoli particolari che si deduce quanto il mondo occidentale sia ormai diventato marginale, con il baricentro dei grandi interessi economici-finanziari che si è spostato nel sud-est asiatico; indecisione, lentezza, mancanza di idee chiare sono tutte cose che si pagano a caro prezzo quando si parla di competere nel mondo globalizzato di oggi, per cui appare chiaro che i paesi del blocco occidentale stanno perdendo l’opportunità di mettersi alla guida dello sviluppo di questa tecnologia, lasciando che siano paesi come il Giappone, la Cina e la Corea del Sud a guidare l’innovazione mondiale per questo mercato.