Criptovalute ed economia locale: il piano del Galles si basa sul caso scuola del sardex

Notizia fresca di giornata, rilanciata da cointelegraph che cita, a sua volta, fonti di stampa locale; con un comunicato stampa di oggi, pubblicato su Business Cloud, il governo gallese conferma di aver assegnato 100mila sterline (a fronte di 4mln di sterline stanziate per finanziare il Foundational Economy Challenge Fund) per lanciare un programma pilota nel Galles del Nord ispirato al Sardex (una moneta solidale di cui pure abbiamo accennato in qualche vecchio articolo). Andiamo con ordine, il sardex è una moneta complementare (non una criptovaluta, a differenza del progetto che il Galles intende lanciare) intorno alla quale si è creato un circuito che conta 4000 imprese associate e che processa oltre 700mila transazioni l’anno per un giro d’affari complessivo di più di 350 milioni di euro; realizzato interamente da privati cittadini, senza alcun rapporto con istituzioni politiche o finanziarie, il progetto è teso a sostenere e far crescere l’imprenditoria locale, troppo spesso soffocata dalla concorrenza delle grande aziende. L’idea è piaciuta così tanto in Galles che hanno deciso di copiarla, dando vita a un progetto che per essere realizzato richiede fondi sostanzialmente esigui, appena 100mila sterline; se la cosa funzionerà si stima che da questo programma le PMI gallesi potranno trarre benefici per oltre 50mln di euro, una leva enorme, che quasi nessun altro progetto sarebbe capace di generare. Eifion Williams, CEO della società dietro la valuta digitale gallese, ha dichiarato che:

“Se il Galles avesse avviato una copia del Sardex nel 2008 e avesse seguito la stessa traiettoria di crescita che si è avuta in Sardegna, le PMI gallesi ora potrebbero godere di maggior fatturato per un importo stimabile in circa 256mln di sterline l’anno

Sono numerose le città nel mondo che stanno prendendo seriamente in considerazione di lanciare progetti simili, cointelegraph, nel suo articolo di oggi, cita ad esempio il caso della città sudcoreana di Busan (divenuta famosa in occidente grazie a quel piccolo capolavoro del cinema horror che è stato “Train to Busan” del 2016, se vi interessa questa piccola nota di colore). Nonostante però ci siano casi concreti di successo nel nostro paese, tanto che vengono presi ad esempio nel resto del mondo, e nonostante siano numerose le città che stanno valutando di seguire la stessa strada paradossalmente proprio in Italia quando qualche amministrazione locale dichiara di lavorare al lancio di una moneta locale viene coperta sistematicamente di discredito e ridicolo dagli organi di stampa; l’ultima volta è successo al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha suscitato scalpore dichiarando proprio la sua convinzione che la città di Napoli meriti ed abbia bisogno di una propria valuta locale. Le reazioni, qualora non lo ricordaste, sono state indegne persino di un bar sport, con ironie di bassa lega sulle pagine dei principali giornali italiani; per quanto ci riguarda, come appassionati di criptovalute, rimarchiamo spesso come uno dei più grossi problemi di questo paese sia proprio la bassezza e lo scarso peso intellettuale di quella che dovrebbe essere la nostra elite culturale che, incapace di stare al passo coi tempi, non trova niente di meglio da fare che deridere tutto ciò che non riesce a capire. Il risultato è che mentre il sardex diventa modello per gli altri paesi europei qui, nel nostro stesso paese, rimane una realtà di nicchia legata alla Sardegna e nessuno, nelle istituzioni, si è mai sognato di favorire l’adozione di progetti simili nelle altre regioni italiane.