Criptovalute di stato, la banca centrale cinese conferma che la sperimentazione della sua CBDC procede senza intoppi

Con un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri la banca centrale cinese ha confermato che il lavoro sulla sua CBDC procede senza intoppi; il lancio di uno yuan digitale, atteso per quest’anno, è uno degli eventi epocali che caratterizzerà il 2020, insieme con l’halving di bitcoin, e la comunità sta letteralmente fremendo da mesi in attesa che, chiusa la sperimentazione in alcune città, la nuova moneta esca dalla fase di test e venga emessa ufficialmente. Il progetto, al quale la Cina sta lavorando da almeno cinque anni, è entrato nel vivo alla fine del 2019 con la partenza dei primi progetti pilota che, qualora si concludessero con successo, condurranno al lancio ufficiale della nuova moneta. Nel frattempo tutti i principali analisti si stanno interrogando sull’effetto che il lancio della CBDC cinese avrà sul prezzo di bitcoin; le ipotesi sono diverse, in molti, ad esempio, credono che una nuova valuta digitale a corso legale renderà più semplice lo scambio cripto-fiat generando quindi una spinta enorme all’adozione di bitcoin in Cina, cosa che inevitabilmente manderebbe il prezzo alle stelle.

D’altro canto tanti altri sono convinti che il lancio della CBDC cinese non avrà alcun effetto sul prezzo di bitcoin per il semplice motivo che non cambierà di una virgola l’orientamento cinese verso le monete crittografiche come BTC, che il governo considera meri asset speculativi. Per il resto attualmente permangono i dubbi sulla natura che la nuova moneta assumerà, dal momento che nulla o quasi è noto sulla tecnologia con la quale la CBDC cinese è stata realizzata; il governo, in ogni caso, assicura che non è sua volontà minare la privacy dei cittadini e promette che la nuova moneta potrà essere usata alla stregua del contante, per cui nel rispetto della riservatezza delle transazioni finanziarie, tuttavia è più che legittimo nutrire dei dubbi in merito a questo. I timori sono che attraverso l’introduzione di questo nuovo strumento e, più in generale, della tecnologia blockchain nella società, il governo cinese sfrutti l’occasione per stringere ulteriormente la morsa del controllo di massa; se questo dovesse succedere, però, è facile immaginare che l’interesse dei cittadini cinesi nei confronti di bitcoin possa aumentare esponenzialmente. Possiamo poi immaginare che nel momento in cui la nuova moneta verrà emessa gli sviluppatori ci metteranno molto poco a dare vita a un sistema di scambio cross-chain P2P e questo, qualora la CBDC cinese non fornisse adeguate garanzie in termini di privacy, finirebbe quasi inevitabilmente per favorire l’adozione di BTC. Difficile in questo momento dire quale piega prenderanno le cose, la sensazione comunque è che lo scopriremo molto presto.