Criptovalute: Christine Lagarde sposta la banca centrale europea su posizioni crypto friendly

Che Christine Lagarde fosse, tra le persone che ricoprono incarichi apicali nelle maggiori istituzioni finanziarie a livello internazionale, tra coloro che negli anni hanno dimostrato maggiore apertura mentale nell’approcciarsi al mondo delle criptovalute è cosa nota fin da quando era a capo del fondo monetario internazionale; con la sua nomina a capo della BCE (la banca centrale europea, ad oggi ancora presieduta da Draghi fino al prossimo 31 ottobre) in molti, incluso il sottoscritto, si sono augurati che finalmente le posizioni a livello comunitario per quanto riguarda il mondo delle criptovalute si ammorbidissero. Sembra, da quanto si apprende, che le cose siano destinate ad andare proprio così; nel corso di una dichiarazione rilasciata alla commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, infatti, la nuova direttrice della BCE ha affermato che le banche centrali e le autorità di regolamentazione finanziaria dovrebbero cogliere le opportunità di cambiamento offerte dalla tecnologia. Cointelegraph ha anche pubblicato uno stralcio del comunicato stampa che è succeduto a tali dichiarazioni, nel quale si può leggere che:

“Nel caso delle nuove tecnologie, valute digitali comprese, essere pronti a cogliere le opportunità create dall’innovazione significa certamente rimanere vigili sui rischi in termini di stabilità finanziaria, privacy o attività criminali ma anche impegnarsi a garantire che venga predisposta un’adeguata regolamentazione che consenta di orientare la tecnologia verso il bene pubblico. Questo implica, inevitabilmente, la necessità di riconoscere i più ampi benefici sociali derivanti dall’innovazione e consentire loro di trovare maggiore spazio.”

Sembra quindi che la Lagarde, al pari di qualunque bitcoiners onesto intellettualmente, sia perfettamente consapevole dei rischi e delle criticità insite in questa nuova tecnologia ma, ed è proprio questo l’aspetto dirimente della questione, sia anche così lucida (a differenza di molti altri suoi colleghi) che le enormi opportunità e i vantaggi che la tecnologia blockchain offre non devono essere sacrificati sull’altare della sicurezza (o su quello della paura, che è più o meno lo stesso concetto). Pur non avendo usato queste parole, chiaramente visto il ruolo che ricopre, mi pare abbastanza chiaro che la direttrice della BCE intenda affermare che se da un lato è stupido ignorare i rischi e i problemi che la tecnologia porta con se lo è altrettanto chiudere la porta all’innovazione tecnologica solo per la paura di quei medesimi rischi.