Criptovalute: binance accetterà versamenti in valuta fiat attraverso WeChat e Alipay

Changpeng Zhao

Nella giornata di ieri ha avuto grande risalto una notizia che, però, si è rivelata essere più che altro un’anticipazione; in pratica CZ (pseudonimo twitter del CEO di binance) ha annunciato che la nota piattaforma di trading aprirà allo scambio P2P di valute fiat dalla Cina attraverso l’integrazione con AliPay e WeChat. Attenzione però perché i tweet in questione sono già stati cancellati, probabilmente a causa del clamore e della grande attenzione che hanno suscitato. Attualmente, da quello che m’è parso di capire, il servizio non è ancora disponibile ma è solo in fase di progettazione; CZ ha voluto confermare che gli sviluppatori stanno lavorando per offrire agli utenti cinesi questo tipo di opportunità ma si è rapidamente reso conto di aver fatto il passo più lungo della gamba ed ha prontamente cancellato i suoi tweet. Il motivo? Facile da intuire, in Cina in questo momento c’è comunque grande attenzione al mondo delle cripto, in particolare proprio WeChat e AliPay sono state costrette a chiudere agli utenti business la possibilità di convertire facilmente moneta fiat con criptovaluta, sotto stimolo del governo cinese. A differenza di Zuckerberg, che pensa di poter fare quello che gli pare senza pagarne mai il prezzo, CZ sa bene che per implementare questo genere di possibilità è necessario un elevato livello di coordinamento non solo tra aziende e piattaforme ma anche, e soprattutto, col governo del paese coinvolto; il governo, in questo caso, è quello cinese col quale, come chiunque può facilmente intuire, è meglio non scherzare. I cinesi, infatti, potrebbero decidere di stoppare un’iniziativa del genere anche solo perchè il fatto di averla comunicata in anticipo potrebbe essere percepito come una sorta di sgrammaticatura diplomatica. Questo genere di iniziative è necessario ed opportuno che restino sotto traccia fino a quando non ci sono tutte le autorizzazioni necessarie ad implementarle, in caso contrario basta che il governo cinese si metta di traverso per mandarle all’aria; i cinesi non hanno neanche bisogno di fare una legge per bloccare certe iniziative, gli basta fare una telefonata alle aziende coinvolte perché queste si tirino indietro. Le cose, poi, non stanno così solo in Cina, Libra stessa ci sta dimostrando come la dinamica sia la medesima anche in occidente, è bastato infatti che il governo statunitense iniziasse a fare un minimo di pressione sulle aziende coinvolte nel progetto per indurre PayPal a lasciare, mentre Visa e Mastercard, che pure per dimensioni e rilevanza possono essere più resilienti a certe forme di pressione, proprio in questi giorni si sono viste recapitare una lettera, di cui ci siamo occupati proprio ieri, attraverso la quale due senatori americani sono passati direttamente dalle pressioni alle velate intimidazioni. Del resto è più che comprensibile che sia così, nessuna azienda al mondo si inimicherebbe mai il proprio governo per offrire un nuovo servizio agli utenti finendo per mettere a repentaglio il proprio core business; CZ questo lo sa benissimo ed ecco perché se li cercate online non troverete più i suoi tweet di ieri. Chissà che non sia il caso che Zuckerberg chieda un piccolo corso di formazione al CEO di binance per imparare come si gestisce un’azienda.