Criptovalute: Andrew Yang accetterà donazioni in bitcoin per la campagna alla presidenza USA

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Negli USA da qualche tempo circola un personaggio un po’ strano e, in quanto tale, non poteva che essere in qualche modo coinvolto nel mondo delle criptovalute, grande fucina mondiale di personaggi bizzarri o comunque dichiaratamente fuori di testa; il suo nome è Yang, Andrew Yang, e no, non è la versione cino-americana di James Bond ma uno dei prossimi candidati alle presidenziali americane (sta partecipando alle primarie col partito democratico). Ecco, questo quarantaquattrenne di origini taiwanesi è molto di più che un dreamer che corre per la casa bianca, Yang è infatti considerato il primo cripto-candidato alle presidenziali nella storia degli Stati Uniti d’America; vale la pena quindi conoscerlo un pochino meglio, anche se sappiamo tutti benissimo che non ha alcuna chance di farcela. Sulla sua pagina wiki, per prima cosa, ci troviamo scritto:

Andrew Yang (Schenectady, 13 gennaio 1975) è un imprenditore, filantropo e politico statunitense, fondatore dell’organizzazione non-profit Venture for America”

Il ragazzo, per così dire, è sicuramente dotato, lo dimostrano le due lauree conseguite, la prima in Economia alla Brown University e la seconda in Legge presso la Columbia University; esordio lavorativo come avvocato, ma dura appena un anno, poi fonda un sito web di beneficenza che punta a coinvolgere le celebrità nelle raccolte fondi, infine entra nella MMF Systems, startup di software per la sanità, in qualità di vicepresidente. Dopo aver lavorato per quattro anni nella sanità decide di cambiare nuovamente settore, per poi, nel giro di un paio d’anni, iniziare a ragionare alla creazione di una società di venture capital che prenderà il nome, nel 2011, di Venture for America (VFA). Arriviamo quindi al 2017, anno in cui Yang si dimette dal ruolo di amministratore delegato della VFA per iniziare la sua personale corsa alla casa bianca; ora, che Yang fosse un bitcoiners convinto era cosa nota, oggi parliamo di lui perché ha dichiarato che accetterà donazioni bitcoin su rete Lightning. Più precisamente verrà fondato un super PAC che si occuperà di raccogliere i fondi per la corsa di Andrew; nella politica americana, infatti, ci sono due strumenti chiamati PAC e super PAC (acronimo di Political Action Committe), che sono enti autonomi e indipendenti il cui scopo è proprio quello di supportare la campagna di un candidato con la massima trasparenza nei conti; la differenza tra PAC e super PAC è che nel primo caso i fondi possono essere raccolti solo tra gli iscritti, nel secondo caso può partecipare chiunque. Per quanto riguarda il super PAC di Andrew Yang per le prime tre settimane di campagna accetterà solo bitcoin e, c’è da giurarci, conoscendo l’affetto che la comunità dei bitcoiners è capace di esprimere, la raccolta andrà benone; il mondo delle cripto, infatti, ha sostanzialmente adottato Yang, anche perché sui social ci sa fare e si è costruito un’immagine da uomo della porta accanto, ma con un curriculum di tutto rispetto. Sicuramente in questo momento ci sono altri candidati che sono abbastanza favorevoli alle criptovalute, tra questi però Yang appare come il sostenitore più accanito; in tutti i sondaggi, infatti, tende ad emergere come il candidato più pro-cripto, anche in virtù delle tante promesse fatte relative alla necessità di promuovere una legislazione chiara per il settore delle cripto. Di tutti i candidati, poi, è l’unico ad aver parlato al Consensus, proprio nell’edizione di quest’anno, augurandosi di riuscire ad avere un impatto sulla corsa per le primarie; chiaramente Yang sa di non poter vincere, ma spera comunque con la sua partecipazione di riuscire a muovere le acque. Per adesso sta sicuramente calamitando molte simpatie, chissà, magari questa volta farà un buco nell’acqua, ma credo che, in un prossimo futuro, avremo modo sicuramente di parlare ancora di questa persona.